Cina, kalashnikov in piazza Tienanmen. Xi nel mirino dei militari

Cina, kalashnikov in piazza Tienanmen. Xi nel mirino dei militari
15 Settembre Set 2017 15 settembre 2017

Il presidente cinese ha esautorato 120 ufficiali dall'esercito. E ora rischia grosso

La notizia è questa: un kalashnikov è stato ritrovato in piazza Tienanmen, in Cina. Un luogo presidiato da telecamere e forze dell'ordine. Come è potuto finire lì? E, soprattutto, chi l'ha messo? L'immagine dell'arma è subito rimbalzata sui social, censurata da Pechino, commentata e condivisa dagli utenti.

Le recenti "purghe" in Cina

Uno sguardo alle notizie di cronaca degli ultimi mesi ci può aiutare a capire il perché di un gesto simile. Il primo agosto scorso, il presidente Xi Jinping ha tenuto un discorso in occasione del novantesimo anniversario della fondazione dell'Esercito popolare di liberazione. In quell'occasione, il leader cinese ha detto: "Come indicato dal compagno Mao Zedong, il nostro obiettivo è quello di avere un partito che controlli l'esercito e non un esercito che controlli il partito". Un messaggio fin troppo chiaro, esplicitato dall'esautorazione di ben 120 ufficiali delle forze armate. Tra questi anche alcuni membri della Commissione centrale militare, il cuore delle forze armate cinesi. Alcuni ufficiali sono stati esautorati per raggiunti limiti di età, altri, invece, perché accusati di corruzione.

Nel mirino di Xi è finito il generale Fang Fenghui, capo dell'ufficio personale dell'esercito di liberazione popolare e, soprattutto, numero cinque della commissione militare (che conta solamente 11 membri). L'accusa che gli è stata mossa è quella di corruzione. Fenghui è stato sostituito dal generale Li Zuocheng.

Anche un altro membro della Commissione centrale militare, il generale Zhang Yang, è stato esautorato (anche se i motivi, almeno per il momento, non sono noti).

Queste recenti "purghe" non sono ovviamente piaciute a gran parte dell'esercito e, ora, qualcuno potrebbe pensare di eliminare Xi, che è allo stesso tempo capo del partito, presidente della Cina e comandante in capo delle forze armate. Per questo motivo, il kalashnikov sistemato in piazza Tienanmen - luogo simbolo di lotta per la libertà - potrebbe rappresentare un avvertimento al leader di Pechino. Che ora rischia parecchio.

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