Il car sharing italiano si fa largo a Mosca «Easy Ride» è l'unico a offrire un crossover

15 Settembre Set 2017 15 settembre 2017

Flotta di Renault Captur per i clienti. «Il Paese offre grandi opportunità»

Pierluigi Bonora

Il car-sharing italiano sbarca in Russia. E lo fa con un'iniziativa nuova, orientata a soddisfare le esigenze di versatilità e tecnologie da parte della clientela. Patrocinato da Paolo Berlusconi, editore di questo Giornale, che si è occupato del business plan, il progetto «Easy Ride» (la società è partecipata per il 50% da Urban Vision) è stato tradotto in pratica dall'imprenditore Paolo Gervasoni, da sempre attivo nella logistica e, da ora, anche nel trasporto urbano. «Easy Ride» opererà a Mosca e si avvarrà, prima del settore nel Paese, di un parco auto costituito unicamente da crossover. A fornire i veicoli è Renault, che in Russia è legata con AutoVaz, il più importante costruttore del Paese. Di sette milioni l'investimento iniziale. Per il car-sharing «Easy Ride», il modello scelto è il crossover compatto Captur, riconoscibile per il tettuccio, il portellone e i montanti di colore arancio, dotato di un sistema multimediale capace di guidare il cliente nella scelta delle location che intende raggiungere, tra ristoranti, alberghi e stazioni di rifornimento. «Easy Ride» è anche l'unica società di car-sharing a offrire un servizio premium, visto che i concorrenti propongono auto con equipaggiamento base.

Il car-sharing italiano è dunque da ieri ufficialmente sul mercato russo. Il debutto è avvenuto a New Arbat, una grande via commerciale nel centro di Mosca. Cento le Captur già pronte per l'utilizzo, con l'obiettivo di toccare quota 500 e, quindi, 2.000 unità. Con Paolo Berlusconi, che ha ringraziato le autorità presenti e spiegato l'iniziativa, e Gervasoni, erano presenti al taglio del nastro simbolico, Michele Tommasi, ministro consigliere e viceambasciatore dell'Italia in Russia, Pano Jërôme, direttore commerciale di Renault, Alina Bisembaeva, vicecapo del Dipartimento trasporti di Mosca, Mikhail Bakhtiyarov, presidente di Major-Auto, e Oleg Alekseev, responsabile della società Megafono. Ambasciata e Ice hanno assicurato il miglior supporto per il decollo del progetto. «In un momento di crisi in Europa - ha detto Paolo Berlusconi, che ha ricordato i rapporti di amicizia tra la sua famiglia e la Russia - è bello accompagnare un amico che ha voluto portare la sua iniziativa imprenditoriale in un Paese altrettanto amico».

Mosca ha scoperto il car-sharing due anni fa: sette gli operatori, per una flotta di circa 3.000 vetture e 400.000 iscritti. La crescita è continua ed è più forte rispetto alle altre città europee, grazie soprattutto all'impegno dell'amministrazione che governa la città, tra sussidi finanziari e agevolazioni varie.

«È una grande opportunità per noi - ha commentato Gervasoni - e siamo entrati nel mercato al momento giusto. Mosca ha 13 milioni di abitanti che diventano 20 milioni con il circondario. Il car-sharing sta migliorando la qualità della vita nella metropoli, oltre che la situazione ambientale e quella dei trasporti». Le prossime tappe: la Turchia e San Paolo del Brasile.

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