Menti artificiali e autismo. Il futuro secondo Genna

Menti artificiali e autismo. Il futuro secondo Genna
15 Settembre Set 2017 10 giorni fa

Un autore che alterna romanzi dall'andamento affabulatorio a opere in cui si percorre la strada di un postmodernismo morboso e centripeto

Nel libro di Nicola Lagioia che ha vinto il premio Strega, La ferocia, c'è una scena che si distacca stilisticamente dal resto del romanzo, quella del funerale di Clara Salvemini; un vecchio amico di famiglia si avvicina alla salma e viene tentato dall'idea di prolungare l'ammirazione che aveva per la morta in direzione necrofila. Leggendo quelle pagine appare chiaro che si tratta di un tributo allo stile di Giuseppe Genna, o meglio a uno degli stili di un autore che alterna romanzi dall'andamento affabulatorio a opere in cui si percorre la strada di un postmodernismo morboso e centripeto, anomalo rispetto a quello di Parente, Colombati o Moresco.

Non è un caso che i libri di Genna siano invece pieni di contenitori, di concavità in cui l'imploso continua a vivere. Si pensi all'idroscalo milanese dove giacciono, come mele in un cesto, i crani spiccati dal collo delle Teste; oppure, nel recente History (Mondadori, pagg. 527, 24 euro), al capezzale nel quale agonizza l'avo della voce narrante, un vecchio siciliano gretto e fascistoide, in una stanza che è uno specchio convesso che concentra i dettagli di settant'anni di storia italiana. Nel capitolo successivo, il catino archeologico del Colosseo viene trasformato in uno schermo tridimensionale. Ancora qualche pagina e viene evocato l'utero in cui la protagonista, History, ha vissuto per giorni accanto al cadavere della gemella. Niente futuri remoti, in questo romanzo: siamo nel 2018, cioè l'anno prossimo. Il padre di History, ammalatasi di autismo, è un piccolo tycoon e dirige un tecnopolo che ha sfrattato la Mondadori, visto che ha sede nel palazzo di Segrate disegnato da Niemeyer. È lì che si sta organizzando l'ennesima palingenesi. Stavolta il profilo dell'uomo nuovo avrà i tratti di una mente artificiale: «Tutto, ci mettiamo dentro tutto, dentro la mente, il suo artificio, stiviamo tutto, comprimiamo tutto, zippiamo tutto, tutte le storie saranno desumibili da ogni compressione...». L'autismo di History è il simbolo di un sistema nervoso che smette di comunicare e si trasforma nel caveau di qualcosa che riusciamo a conoscere solo dopo la sua estinzione. E che lo stesso valga per l'autismo della Storia è un sospetto piuttosto difficile da scacciare.

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