Foggia, al posto del "Gran Ghetto" oggi sorge un camping abusivo

Foggia, al posto del Gran Ghetto oggi sorge un camping abusivo
16 Settembre Set 2017 16 settembre 2017

La denuncia: è ancora terra di nessuno dove l'abusivismo e le precarie condizioni di vita imperano

Era il primo marzo e la tendopoli più grande del Sud Italia, chiamata "Gran Ghetto", nelle campagne tra Foggia e San Severo venne sgomberata e, successivamente, rasa al suolo. Trecento le baracche costruite con materiale di scarto che furono buttate giù dalle ruspe. Intorno ulivi e vigne in cui gli immigrati "residenti" nel ghetto lavoravano, assicurando così ai caporali, una disponibilità ventiquattr'ore su ventiquattro abitando proprio lì.

Oggi, all'ombra di quegli stessi ulivi sorge una nuova 'tendopoli' che avrebbe tra i 1200 e 1500 abitanti (foto). Quello che era "il ghetto della vergogna", oggi rinasce peggio di prima. Al posto di povere baracche, pseudo case, sorgono edifici mobili e vecchie auto. Intorno montagne di rifiuti. Le condizioni di vita sono precarie e oltre ogni regola. Il terreno su cui ri-sorge la baraccopoli è ancora sottoposto a sequestro "c'è un un piazzale che separa l’area adibita a tendopoli dall’area di sosta delle roulotte" come sottolinea il circolo "Che Guevara" di Rifondazione comunista di Foggia.

Oltre alle circa duecento roulotte, ci sono cinquanta tende su cui sono stati stesi dei teli di plastica per renderle impermeabili. È persino presente, come si legge ancora nella nota stampa del circolo, un punto di vendita di abiti e alimentari e un barbecue. "Sul piccolo barbecue abbiamo visto giacere, sdraiata e rassegnata al suo destino, una pecora. - c'è scritto nella nota che continua - Il sospetto che sia destinata a finire sui carboni ardenti è alimentato da una ragazza intenta a risciacquare delle teste di pecora macellate da non molto tempo".

A mancare, chiaramente, sono i servizi igienici. "L’idea di una normalità di vita la offrono alcune giovani ragazze intente a fare il bucato di poveri vestiti e l’attività dei meccanici alle prese con la manutenzione di macchine e furgoni".

Questo nuovo ghetto sorge esattamente accanto a dove sorgeva il vecchio, 'grande', ghetto i cui terreni ora sono sequestro da marzo. Insomma lo sgombero del vecchio ghetto non ha risolto il problema, anzi lo ha peggiorato. Ha peggiorato le condizioni di immigrati che vengono in Italia per migliorare la qualità della loro vita, ma ad attenderli molto spesso ci sono solo dei caporali e ora una roulotte dove dormire.

Esiste la figura del commissario straordinario nominato dal governo per i ghetti nel foggiano. Ma la nuova baraccopoli è lì e i braccianti continuano a lavorare a pochi metri di distanza sotto il comando indisturbato dei caporali. Nella zona era prevista la costruzione di nuove zone d’ospitalità temporanea con 1200 posti letto, ma di queste strutture ancora neanche l'ombra.

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