Kim sfida ancora il mondo Gli Usa: "Opzione militare"

Kim sfida ancora il mondo Gli Usa: Opzione militare
16 Settembre Set 2017 8 giorni fa

Pyongyang lancia un nuovo missile sopra il Giappone Washington ora chiede altre sanzioni contro il regime

New York Scatta di nuovo la mobilitazione planetaria di fronte all'ultima grave provocazione di Kim Jong-un, che sembra prendersi gioco degli avvertimenti e delle sanzioni, e continua ad alzare il livello della minaccia. Il giovane leader ha lanciato un altro missile intercontinentale facendolo passare per la seconda volta in meno di tre settimane sulle teste dei giapponesi, sopra l'isola di Hokkaido. In questo caso però si tratta di un vettore con una gittata maggiore rispetto a quello di fine agosto, già considerato dagli esperti potenzialmente in grado di trasportare una mini-testata nucleare verso gli Stati Uniti e l'Europa. Secondo i militari sud coreani citati da Yonhap, il missile lanciato dai pressi della capitale Pyongyang ha volato per ben 3.700 chilometri e a un'altezza di circa 770 chilometri, affondando nell'Oceano Pacifico. Quello precedente invece, un Hwasong-12, aveva avuto una gittata di circa 2.700 chilometri volando ad una altitudine di circa 550 chilometri, e si era spezzato in tre parti nel mare del Giappone.

Già poche ore prima del lancio Pyongyang aveva detto attraverso l'agenzia di stato Kcna di voler «affondare» il Giappone con un attacco nucleare e ridurre in «cenere e tenebre» gli Usa, «colpevoli» di aver sostenuto le nuove sanzioni dell'Onu. Immediata la condanna unanime alle nuove provocazioni del regime, con il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres che ha parlato di un'altra «palese violazione» delle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza, mentre Usa e Giappone hanno chiesto una riunione di emergenza a porte chiuse dell'organo Onu. E Washington sta lavorando per organizzare un incontro del Cds anche durante l'Assemblea Generale della prossima settimana, dove il dossier nordcoreano sarà uno dei temi dominanti.

Nel frattempo, alla Casa Bianca, il consigliere per la Sicurezza Nazionale H.R. McMaster ha avvertito che «c'è un'opzione militare» sulla Nord Corea. Mentre l'ambasciatrice al Palazzo di Vetro Nikki Haley, con lui a Pennsylvania Avenue per presentare l'agenda Usa in vista della settimana ministeriale, ha sottolineato che «si deve aprire una nuova fase all'Onu: le Nazioni Unite non sono qui solo per parlare, ma anche per fare fatti». E dal segretario di stato Usa Rex Tillerson è arrivato l'invito a tutti i Paesi ad adottare nuove misure contro il regime di Kim, perché le sanzioni del Consiglio di Sicurezza «rappresentano il pavimento e non il tetto delle azioni che dobbiamo prendere». Cina e Russia, in particolare, devono «mostrare la loro intolleranza per questi lanci missilistici senza scrupoli, decidendo loro stessi azioni dirette».

Durissimo anche il monito del presidente sudcoreano Moon Jae-in, il quale ha avvertito che Seul possiede una capacità di fuoco in grado di distruggere il Nord «in modo irrecuperabile». Il dialogo con Kim Jong-un è «impossibile in una situazione come questa», ha aggiunto. «La comunità internazionale deve essere unita per fermare le minacce di Pyongyang, e farle intendere che se continua su questa strada non avrà un futuro brillante», ha spiegato invece il premier giapponese Shinzo Abe, che a New York tenterà di raggiungere il consenso per un'azione più decisa.

Mentre il presidente russo Vladimir Putin si è sentito al telefono con il collega francese Emmanuel Macron: «I due leader hanno fortemente condannato il comportamento provocatorio della Corea del Nord, che viola quanto previsto dalle risoluzioni Onu», ha riferito il Cremlino. Putin e Macron hanno concordato sul fatto che «un ulteriore aumento delle tensioni nella penisola porterebbe a conseguenze irreparabili e deve essere evitato». E «questa situazione estremamente complessa deve essere risolta con metodi politici e diplomatici attraverso la ripresa dei negoziati diretti».

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