Ora la Francia sposta la battaglia Fincantieri sul business della Difesa

Ora la Francia sposta la battaglia Fincantieri sul business della Difesa
16 Settembre Set 2017 8 giorni fa

L'opzione Naval Group fa salire i timori del governo per le commesse di Leonardo

Ai piani alti di tre ministeri - Tesoro, Sviluppo Economico e Difesa - i radar sono tutti sintonizzati sulle prossime mosse dei francesi. Il fronte del dossier Stx-Fincantieri, infatti, si è ormai allargato al business militare di Leonardo Finmeccanica. Ieri il ministro dello Sviluppo, Carlo Calenda, ha incontrato la collega della Difesa, Roberta Pinotti in una riunione a cui non ha potuto partecipare il capo dell'Economia, Pier Carlo Padoan perché impegnato al vertice europeo di Tallin.

«Abbiamo tranquillamente ragionato sul fatto che in un progetto così importante lavoriamo come sistema-Paese, lavoreremo insieme perché non ci devono essere preoccupazioni», ha detto poi la da Genova, dove ha visitato lo stabilimento di Leonardo insieme all'amministratore delegato del gruppo, Alessandro Profumo.

Quali preoccupazioni? Il riferimento è al paventato coinvolgimento della francese Naval Group (l'ex Dncs che era destinata a rilevare una quota di minoranza nei cantieri di Saint Nazaire) e gli effetti collaterali per le commesse di Leonardo, considerando che Thales, legata a Naval Group, è in alcuni settori concorrente del gruppo italiano. E che Leonardo fornisce la tecnologia per le navi militari a Fincantieri. Allargare l'alleanza dal civile al militare per uscire dallo stallo delle trattative in vista del summit fra Macron e Gentiloni a Lioni del 27 settembre potrebbe dunque diventare un boomerang per Palazzo Chigi.

Di certo, i diplomatici francesi coordinati dal ministro dell'Economia Bruno Le Maire sembrano aver cambiato tattica: dalla guerra in mare cominciano a spostarsi a quella dei cieli con un pressing su Leonardo più che su Fincantieri. Dimenticando, però, che mentre imbastiva l'assalto a Stx - ora minato dal successore di Hollande all'Eliseo - il gruppo guidato da Giuseppe Bono stava studiando la fattibilità di una fusione proprio con il panzer italiano della Difesa, oggi guidato dall'ex banchiere Profumo specializzato più in «spezzatini» e fusioni che nel business militare. Con il tandem Macron-Le Maire che punta i piedi su Stx il nuovo colosso che nascerebbe dalla fusione fra Leonardo e Fincantieri avrebbe però un corpo «alieno» che parla francese con cui fare i conti su affari sensibili.

Senza dimenticare che Bono ha firmato una lettera di intenti con China State Shipbuilding Corporation per creare un parco della cantieristica navale nell'area di Shangai. Insomma, sarebbero delle nozze con poca privacy. Ma il cantiere, non solo quello di Stx, è aperto.

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