Svampa e il dialetto: la Regione fa riscoprire il piacere del vernacolo

16 Settembre Set 2017 16 settembre 2017

Le canzoni milanesi del cantante dei «Gufi» celebrano la giornata della lingua lombarda

Diana Alfieri

«Non ci pensa più nessuno al dialetto», a volte scappa da dire. Ormai «come si parlava una volta non si parla più. Le tradizioni dimenticate soprattutto dalle nuove generazioni». Risposta: falso, non è vero. O comunque il desiderio (vivo), la spinta a tenerle in vita, queste tradizioni, per farle conoscere pure ai giovani, non perderle. La prova è sotto gli occhi di tutti. Ieri, infatti, anche la Regione Lombardia ha partecipato attivamente alla «Giornata del dialetto milanese», promosso in primis dalla pagina Facebook «Milano da vedere». Milan l'è un gran Milan.

L'iniziativa, giunta alla sua seconda edizione (con tanti piccoli e grandi eventi in musei, librerie, locali e ristoranti della città), puntava a sensibilizzare i cittadini milanesi sull'uso della lingua locale, spronandoli a parlare in dialetto per tutta la giornata.

La Regione ha già patrocinato l'iniziativa e partecipato attivamente all'evento diffondendo dagli altoparlanti di piazza Città di Lombardia canzoni in milanese di Nanni Svampa. Così la Regione - hanno commentato l'assessore regionale alla Cultura Cristina Cappellini e il vicepresidente del Consiglio regionale lombardo Fabrizio Cecchetti, promotori dell'iniziativa regionale - ha onorato «questa bella iniziativa nata in città per il recupero della nostra lingua locale» e che, contemporaneamente, rende sicuramente omaggio al «grande artista lombardo Nanni Svampa, purtroppo recentemente scomparso, che ha avuto il merito di riscoprire e incidere l'enorme patrimonio popolare della musica meneghina e lombarda».

La Lombardia - confermano Cappellini e Cecchetti - è attenta e vicina a tutte quelle realtà che operano sul territorio per promuovere e valorizzare la lingua lombarda, nelle sue varietà locali. Un benvenuto - concludono ieri Cappellini e Cecchetti - a questa giornata: incoeu parlem el milanes».

In effetti questo evento è stato anche l'occasione per ricordare un personaggio come Svampa, scomparso a fine agosto all'età di 78 anni. Per la città di Milano, per tutta la Lombardia, il 26 del mese scorso è stata una giornata di lutto. Già, se ne andava lui, il Nanni, testimone, artista e ironico cantore in milanese, noto con le sue canzoni «colonna sonora» di una città che ormai non c'è più. Chi non ricorda pezzi come «Porta Romana bella», «El purtava i scarp de tennis» e ancora, a parte, il suo impegno per il poeta francese Brassens. Inoltre nella sua carriera eccolo impegnato col gruppo di cabaret e teatro i Gufi, pionieri del rock demenziale. Ma il suo destino si sa era Milano. Troppo autentico e poco propenso ai compromessi per farsi interprete nazional popolare, si dedicò a mettere in musica l'anima meneghina. Il suo testamento artistico è racchiuso nella dozzina di album di «Milanese-Antologia della canzone lombarda». Giusto che Milano, la Lombardia, lo abbia ricordato, gli abbia reso omaggio nella «Giornata dei dialetti». Milan l'è un gran Milan.

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