Torna la voce del figlio di Bin Laden Gli esperti: punta alla guida di Al Qaida

Torna la voce del figlio di Bin Laden Gli esperti: punta alla guida di Al Qaida
16 Settembre Set 2017 16 settembre 2017

Hamza, 25 anni, era il prediletto del padre. Dubbi sulla sua leadership

A volte ritornano. Di padre in figlio. Vent'anni dopo (o quanti sono). I luoghi comuni a disposizione per mettere un'etichetta a effetto sulla ricomparsa di Hamza bin Laden, figlio del defunto «sceicco del terrore» Osama, non mancano. Rimane da vedere, tuttavia, se valga la pena di scomodarli; ovvero, se il giovane rampollo del mandante della madre di tutti gli attentati, quello dell'11 settembre 2001 negli Stati Uniti, possa davvero diventare ciò che pretende di essere: l'erede operativo e credibile della guida di Al Qaida.

I fatti. I network della «guerra santa» hanno rilanciato un breve discorso di Hamza bin Laden, che aveva 18 o 19 anni nel 2011 quando suo padre fu ucciso dalle forze speciali americane in Pakistan e che quindi oggi dovrebbe essere sui 25.

Il giovane Bin Laden parla della situazione in Siria, ed esorta «tutti i musulmani» ad aiutare «i siriani» a resistere «all'invasore, agli sciiti e all'aggressione internazionale».

Parole che sembrano pronunciate da un capo, anche se dal 2011 il numero uno di Al Qaida è almeno formalmente il medico egiziano Ayman al-Zawahiri, che si presume nascosto in quello stesso Pakistan dove Osama bin Laden fu giustiziato. In realtà non è la prima volta che Hamza bin Laden cerca di atteggiarsi a capo carismatico dell'organizzazione terroristica fondata da suo padre. Già nel 2016 aveva lanciato un appello ai sauditi perché abbattessero la dinastia al potere unendosi ad «Al Qaida della penisola arabica». Poi, la scorsa primavera, si seppe che dieci giorni prima dell'orrenda strage alla Manchester Arena l'aspirante leader di Al Qaida aveva incitato in un discorso di dieci minuti ad azioni terroristiche contro «ebrei» e «crociati» (i cristiani). «Siate bravi nella scelta dei vostri obiettivi, in modo da arrecare un danno maggiore al nemico», queste le parole testuali. Un gioco ambiguo, considerando che l'attentato di Manchester fu rivendicato e attribuito all'Isis e che da tempo Al Qaida vive di fatto nell'ombra delle sanguinose gesta del «califfo» Abu Bakr al-Baghdadi, fondatore dello «Stato Islamico».

Hamza è sempre stato descritto come il figlio prediletto di Osama, che ne aveva avuti la bellezza di 23 tra maschi e femmine da cinque mogli diverse. Il più giovane e il predestinato alla successione. Di lui circolano video di propaganda che lo mostrano adolescente mentre si esercita a sparare con un fucile mitragliatore sotto gli occhi inteneriti del padre.

Da tempo gli esperti di jihadismo seguono le sue mosse e si interrogano sulla sua effettiva capacità di raccogliere il testimone del padre a oltre sei anni dalla sua morte. I più ne dubitano, e tendono piuttosto a vedere Hamza bin Laden come strumento propagandistico di una delle fazioni in cui Al Qaida si è divisa. Anche se non viene escluso che il giovane rampollo di Osama stia effettivamente tentando di conquistarsi una posizione di comando.

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