Debutta «Spira mirabilis» orchestra laboratorio che suona senza direttore

17 Settembre Set 2017 7 giorni fa

Nell'«Eroica» i virtuosi si accordano tra loro Alla fine del concerto l'incontro col pubblico

Luca Pavanel

Esperimento: si prendano i musicisti e le prime parti d'Europa, si prendano tutti con l'obiettivo comune di fare musica insieme, con un approccio che si può definire «sistematico»; e ancora si prendano rigorosamente dediti al repertorio sinfonico o cameristico. Un esperimento che - per la precisione - è stato tentato molto tempo fa, quell'esperimento (riuscito) si chiama: Spira Mirabilis. Che questa sera debutta a partire dalle ore 20, in forma orchestrale, al Teatro della Scala - come appuntamento straordinario e fuori abbonamento dell'annuale Stagione Filarmonica -. L'occasione sono anche dieci anni di attività di questa formazione. Segni particolari: i musicisti non saranno guidati da un direttore; programma musicale la Sinfonia n.3 di Beethoven, ovvero «L'Eroica»; tra le cose da aspettarsi un suono frutto di ricerca e confronto tra le parti. Suoni personali, connotati.

Sì, perché questi virtuosi tutti insieme non si possono proprio definire un'orchestra, ma si devono considerare come parte di un «laboratorio collettivo». Una grande officina in cui al centro del lavoro «c'è una ricerca intellettuale e artistica volta alla crescita dei musicisti che vi prendono parte», viene spiegato. Obiettivo finale: «Raggiungere un'interpretazione coerente e univoca di un brano sinfonico senza la presenza di un direttore, attraverso un lungo lavoro di studio e di prove». Un approccio che negli anni ha pagato assai sia in termini di qualità sia in termini di notorietà tra il pubblico sia tra i critici musicali. Un esempio?

«Sentirli suonare Beethoven - ha scritto recentemente Tom Service su The Guardian - è stato come vedere un'immagine attraverso un telescopio diventare magicamente fuoco». E Richard Morrison su Times ha aggiunto: «Il risultato è un'imponente unanimità che, dall'esterno, suona quasi telepaticamente. E non è come se l'orchestra scegliesse soluzioni facili. La musica è squisitamente definita. La collocazione degli accordi non è mai una routine». Le trame, per il critico sono state «smontate e ricostruite con effetto rilevatore. Con questo gruppo non ci sono posizioni predefinite». E risulta «nuovo di zecca». Di più. Particolarità nella particolarità: al termine dell'esecuzione i musicisti incontreranno il pubblico in sala per rispondere a domande e condividere esperienze. E magari raccontare un po' della loro storia decennale.

Spira mirabilis si è rapidamente affermata nella scena musicale e ha già all'attivo 65 progetti in tutto il mondo. Il 2016 è stato l'anno che ha visto questa orchestra-laboratorio aprirsi al teatro nel desiderio di mettere presto in scena un'opera. In gennaio si è cimentata, insieme a un gruppo di cantanti, in «Così fan tutte» di Mozart, eseguendo alcune arie scelte in forma di concerto. In luglio, insieme a una piccola compagnia teatrale e a un coro di voci bianche, è stato realizzato l'allestimento di «Sogno di una notte di mezza estate» di Shakespeare con le musiche di Mendelssohn. Lo spettacolo è andato in scena a Bassano del Grappa per Operaestate, in Trentino nel bosco di ArteSella e al Mittelfest di Cividale. Dopo hanno intrapreso il lavoro su Brahms e in aprile Spira si sono confrontati con la «Sinfonia n. 4», ripresa in gennaio all'Auditorium della Rai di Torino.

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