Terremoto, sfrattata una 95enne per una casetta fai da te abusiva

Terremoto, sfrattata una 95enne per una casetta fai da te abusiva
17 Settembre Set 2017 8 giorni fa

La 95enne Giuseppa Fattori, vittima del terremoto del '97 che ha colpito la provincia di Macerata, rischia di essere sfrattata da una casetta fai da te costruita vicina alla sua distrutta dal sisma

"Alla mia età, dopo aver lavorato come una bestia, non mi aspettavo proprio di dover subire una cosa del genere". Giuseppa Fattori, 95 anni, nata a Fiastra, in provincia di Macerata, dalle colonne de Il Giorno, esprime tutta la sua rabbia per l’imminente sfratto.

Dopo il terremoto che ha distrutto la sua casa, i famigliari ne hanno fatta costruire un'altra che, ora, sarà sottoposta a sequestro: si tratterebbe di un abuso edilizio. Giuseppa, dopo il terremoto del 1997, è andata prima a Castelfidardo, poi a Civitanova, nelle rispettive case delle due sue figlie ma non ha resistito ed è voluta tornare a Fiastra. Ha, quindi, comprato un container privo di acqua, luce e servizi igienici, servizi che sono stati messi dalle figlie ma vivere lì, per una signora così anziana, era impossibile. Ecco, dunque, l’idea di far costruire una casetta di 70 mq in legno, in un terreno edificabile, vicino alla loro casa familiare. Hanno chiesto tutti i permessi necessari e, dopo aver finito i lavori, anche la concessione edilizia al sindaco Claudio Castelletti che ha, però, emesso un'ordinanza per fermare il cantiere abusivo. L’anziana signora, intanto, vi si era già trasferita e, ora, chiede giustizia: "Se aggiustassero la mia casa, io tornerei lì", la dimora in cui ha vissuto col marito per ben 75 anni. “Sono entrata che non avevamo i piatti per tutti, e alla fine non sapevamo più dove metterli, - racconta - abbiamo lavorato sempre, anche la domenica, per far studiare le figlie fuori. Avevamo tutto, e ora alla mia età non ho più nulla, in questa casetta non ho le mie cose, non trovo più niente. Ma almeno sono qui. Mi sento morire se penso di dover andare via, e dove poi? Non c' è un altro posto per me. In questa casetta non sento più nemmeno le scosse, mi sento sicura. Io voglio morire qui". Secondo il suo avvocato Bruno Pettinari potrebbe salvarla soltanto una sanatoria della Regione che servirebbe:“almeno per chi, come in questo caso, aveva le carte in regola per costruirsi la casetta, e semplicemente non ha aspettato i tempi lunghi della burocrazia".

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