Erano rom, ma per le truffe si fingevano sceicchi

Erano rom, ma per le truffe si fingevano sceicchi
20 Settembre Set 2017 20 settembre 2017

Finti sceicchi, veri rom. Beffati da un'opulenza troppo esibita, tra ville faraoniche, sale di hotel lussuosissimi, e castelli, affittati per carpire la fiducia dei clienti raggirati dal vecchio trucco del cambio di valuta internazionale. La Guardia di Finanza di Varese, attraverso l'operazione Stangata, non ci ha messo molto a scoprire come funzionavano gli affari illeciti di questi nomadi travestiti da principi arabi. Che all'inizio mostravano alle loro «vittime» banconote autentiche, per poi però sostituirle, al momento dello scambio, con altre fasulle.

È che la Procura di Busto Arsizio ha disposto 15 custodie cautelari, di cui quattro in carcere e undici ai domiciliari, 26 indagati in tutto. E fa un certo effetto sapere che tra coloro finiti in carcere ci sono anche il padre e i due fratelli di Remi Nikolic, il giovane che ha investito e ucciso nel 2012 un agente della polizia locale di Milano Nicolò Savarino e che ora è stato affidato in prova ai servizi sociali.

Ai rom coinvolti viene contestata l'associazione a delinquere transnazionale finalizzata al furto aggravato, mentre sono stati sequestrati ben 725mila euro di beni. La banda usava un sistema informale di trasferimento di valori. A loro si rivolgevano clienti perlopiù da Cina, Honk Kong e Dubai per cambiare in euro valuta straniera: volevano contanti da trasferire da un Paese all'altro e li volevano a un tasso vantaggioso, probabilmente per commettere a loro volta altri illeciti. «E intanto a Milano paghiamo fior di quattrini per i nomadi. Neanche un mese fa una determina del Comune stanziava 384mila euro in 4 mesi per mantenere e supportare anche i nomadi colti in flagranza di reato mentre occupano una casa» lamenta Riccardo De Corato, ex vicesindaco e capogruppo di Fratelli d'Italia-Alleanza Nazionale in Regione Lombardia.

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