La terapia dei neuroni per salvare gli occhi

La terapia dei neuroni per salvare gli occhi
20 Settembre Set 2017 20 settembre 2017

La cura punta a proteggere il nervo ottico. Contro la malattia, che spesso è senza sintomi, è fondamentale controllare la pressione intraoculare

In Italia i pazienti affetti da glaucoma sono circa un milione ma uno su due non sa di soffrirne. La malattia che distrugge il nervo ottico e gli impedisce di portare informazioni al cervello è silenziosa e asintomatica. La chiamano la ladra della vista. Quando ci si accorge della sua presenza i danni sono già considerevoli e irreversibili. L'unica arma è giocare d'anticipo con una prevenzione precoce. Tanto per capirsi, dai 40 anni in avanti sarebbe bene fare una visita specialistica ogni due o tre anni, soprattutto quando la vista comincia a offuscarsi leggendo da vicino.

IL PIANO SALVA NEURONI

La scienza si sta attrezzando per combattere la malattia nascosta dell'occhio. E sta pensando a nuovi approcci terapeutici oltre a quelli dell'oftalmologia tradizionale. Al Centro per lo studio del glaucoma dell'università di Brescia, gli specialisti stanno mettendo a punto un piano d'attacco che punta sull'aspetto neurologico. Cioè mira a salvare i neuroni del nervo ottico e impedire la loro morte. In laboratorio la nuova tecnica di neuroprotezione ha dato buoni risultati e sono in corso le verifiche, assieme ad altri quindici centri italiani, per capire se potrà portare risultati positivi anche sull'uomo. Ai pazienti verrà somministrato, via collirio, un enzima che dovrebbe rafforzare le cellule ganglonari e proteggere il nervo ottico. E in un secondo momento si metteranno a confronto i risultati. L'approccio neurologico sarebbe una bella sferzata contro la patologia all'occhio.

L'ALLARME

Uno dei campanelli d'allarme da tenere presente per prevenire il glaucoma è la pressione intraoculare che, in condizioni normali, è compresa tra i 10 e i 20 millimetri di mercurio (mmHg) e viene misurata dall'oculista con strumenti particolari, i tonometri. Si parla di ipertensione quando i valori di pressione oculare sono superiori a 21-22 mmHg in assenza di danno del nervo ottico o del campo visivo.

E questo è un indice fondamentale. Inoltre ci sono alcuni particolari fattori di rischio come l'età (oltre i 40 anni), precedenti familiari (questa malattia presenta caratteri di ereditarietà), la forte miopia (-10/-15 diottrie) che rende l'occhio più esposto, terapie protratte con farmaci cortisonici, diabete e pressione alta. All'interno dell'occhio è presente un liquido, l'umore acqueo, che viene continuamente prodotto e riassorbito. Nell'occhio affetto da glaucoma il deflusso dell'umore acqueo viene ostacolato: il liquido si accumula e la pressione intraoculare comincia a salire. Dopo qualche tempo si producono una compressione o uno schiacciamento del nervo ottico con conseguente danno (e morte) delle fibre nervose. La lesione del nervo provoca una progressiva alterazione del campo visivo che tende a restringersi fino alla sua completa scomparsa. Il glaucoma si può paragonare a quanto accade in un lavandino parzialmente ostruito in cui l'acqua scarica sempre più a fatica fino a ristagnare completamente.

MUSICISTI A RISCHIO

Musicisti, attenzione al glaucoma. Ma solo se suonate tromba o trombone. Chi pratica uno strumento a fiato va incontro ad aumenti significativi della pressione intraoculare. Che significa una maggior predisposizione alle lesioni del nervo ottico e alla riduzione del campo visivo. A mettere in guardia bande e orchestre è uno studio condotto nei Paesi Bassi e pubblicato sul Journal of glaucoma. I ricercatori hanno misurato la pressione intraoculare di 11 musicisti professionisti e 31 dilettanti (dei quali nove con glaucoma), prima e dopo aver suonato lo strumento a fiato per venti minuti e hanno registrato variazioni, più evidenti nei meno esperti. Di fatto, per gli artisti senza problemi di glaucoma gli aumenti di pressione sono irrilevanti, ma per quelli che già presentano qualche sintomo possono aggravare la situazione e accelerare il processo degenerativo. Un controllo in più durante l'anno può fare la differenza e aiutare a prevenire lesioni gravi del nervo ottico.

OVER 70 AL VOLANTE

C'è una categoria che deve stare molto attenta al rischio glaucoma: quella degli automobilisti over 70. Capita che sbaglino corsia, non si rendano conto delle distanze di sicurezza e al volante possano essere un pericolo. Magari hanno anche superato l'esame per il rinnovo della patente, ma la loro vista degenera velocemente. Una ricerca dell'università del Queensland in Australia ha approfondito la correlazione fra incidenti stradali causati dagli anziani e presenza del glaucoma. E ha dimostrato che, in presenza della malattia che colpisce il nervo ottico, il rischio raddoppia. Gli stessi over 70 con problemi alla vista se ne rendono conto e sono i primi ad ammettere di non sentirsi sicuri in auto. Da qui l'importanza della diagnosi precoce e della prevenzione prima che la situazione degeneri. Secondo l'Organizzazione mondiale della Sanità, nel mondo sono colpiti da glaucoma circa 55 milioni di persone e 25 milioni hanno perso la vista completamente o in modo parziale.

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