La natura come amica

27 Settembre Set 2017 27 settembre 2017

L a curcuma o zafferano delle Indie, è una pianta che appartiene alla famiglia delle Zingiberaceae, come lo zenzero. È una pianta erbacea perenne originaria dell'Asia Sud orientale e usata in tutto il mondo come spezia. In fitoterapia si usa la radice che è un grosso rizoma ramificato di colore giallo intenso. Nei suoi viaggi, Marco Polo conobbe la curcuma e ne scrisse nel suo Milione, come di spezia usata sia negli alimenti ma anche a scopi curativi. Nel fitocomplesso della curcuma è presente in prevalenza la curcumina: un flavonoide che ha scarsa biodisponibilità perché è assorbita nel tratto intestinale con una certa difficoltà. Solo procedure biotecnnologiche recenti riescono a favorire l'assorbimento della curcumina che viene anche potenziato dalla vitamina C, dal tè verde e dal pepe nero. Oltre l'azione antinfiammatoria e antiossidante della curcuma, che tutti conoscono, esiste anche un'azione neuro protettiva e antidepressiva.

La curcuma, infatti, sembra avere la capacità di aumentare i livelli di serotonina e dopamina, quindi viene usata anche come codiuvante nei protocolli delle malattie neuro degenerative come Alzheimer e Parkinson. Le associazioni più comuni sonocon il rosmarino, per la sua potente azione riparatrice e di stimolo alla rigenerazione dell'epatocita; con il ginko, per i disturbi cognitivi legati all'età; con l'aloe e l'uncaria, per l'azione riparatrice in corso di chemioterapia e radioterapia; con il ribes nero, per l'azione antiossidante e antinfiammatoria.

La curcuma è sconsigliata in gravidanza e durante l'allattamento. Secondo studi scientifici recentissimi la curcumina in associazione a terapie oncologiche classiche sembra in grado di potenziare l'azione dei chemioterapici normalmente utilizzati, contribuendo così a vincere i fenomeni di chemioresistenza che sono i maggiori ostacoli al trattamento chemioterapico.

Un altro abbinamento degno di nota con un'altra pianta medicinale molto importante, di cui si usa sempre la radice, è quello con la rhodiola rosea, una pianta perenne tipica dei climi freddi, detta anche radice artica.

Le indicazioni cliniche di quest'associazione riguardano l'adattamento generale dell'organismo, stati di sourmenage psichico fisico, miglioramento delle performance atletiche negli sportivi, ansia, depressione, disturbi di memoria e concentrazione.

*Farmacista, esperta

in Fitoterapia

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