Come ci truccavamo?

Come ci truccavamo?
3 Ottobre Ott 2017 13 giorni fa

Non solo abiti e scarpe, anche il make-up cambia nel tempo

Non parliamo dell'eyeliner degli antichi egizi o della polvere di riso per il viso dei romani ma di pochi anni fa. Anche il trucco si evolve e il gusto e i prodotti che usiamo nel make-up hanno subito enormi cambiamenti. Adesso ci sono dei pennellini talmente piccoli e precisi da poter dipingere la Cappella Sistina sull'arco di Cupido mentre giusto negli Anni 90, ci mettevamo a malapena i lucidalabbra, quelli con la sfera trasparente che lasciava una traccia tipo bava di lumaca e che avevano dei profumi dolci e stucchevoli.

Dopo siamo passate ai lip gloss. Una vera e propria conquista che ci faceva sentire grandi. L'applicatore era più pratico ed erano pieni di glitterini, appiccicosi come la carta moschicida e, la maggior parte delle volte, li applicavamo di nascosto per non farci scoprire perché era proibito sfoggiarli a scuola.

Le più grandi invece indossavano già i rossetti che spesso incorniciavano con una matita più scura per renderei contorni delle labbra più definiti. Un orrore ancora più evidente quando si sceglievano i marroni che erano molto amati dalle donne di tutte le carnagioni (perché mai poi?). Non possiamo non ricordare i bordi disegnati a due chilometri dalle labbra effettive per farle sembrare più voluminose ed è un attimo passare da "wannabe Alba Parietti" a Sbirulino. Non mancavano i perlati, molto rosa e molto difficili da stendere. Il motivo per credevamo ci stessero bene è il quarto segreto di Fatima. A peggiorare la situazione lo smalto, anche questo in pendant, perlato di un rosino pallido o di un bianchino sporco ma senza rinunciare mai al glitter.

Una pioggia di brillantini, un tripudio di luccichii che neppure una drag queen a Capodanno. Li mettevamo dappertutto e lasciavamo la scia come una stella cometa. Sugli occhi, sulle labbra, sulle unghie, sul corpo. Un turbinio anarchico che aveva una vita propria, e con cui si perdeva il controllo. Iniziavi a metterli sugli occhi e te li ritrovavi pure dentro le mutande e non solo le tue.

Quando Cara Delevingne era ancora una poppante la pinzetta era come un prolungamento della mano e le sopracciglia erano come le sottilette e non folte e cespugliose come delle aiuole spartitraffico. In un secondo momento invece hanno fatto capolino le ali di Gabbiano, grazie ai tronisti di Maria che le hanno rese un classico senza tempo. Si tutt'oggi qualche esemplare maschile le sfoggia con orgoglio.

In quanto a illuminanti, non eravamo così evolute come adesso e Kim Kardashian era ancora brutta. Nonostante il trucco correttivo fosse già una tecnica ben consolidata, era solo riservata agli addetti ai lavori, quello che utilizzavano per metter ein evidenza l'arcata sopracciliare o l'interno dell'occhio erano gli ombretti bianchi, quasi gesso, senza poi sfumarli. Una vitiligine autoindotta in pratica.

Un altro must che ci ha accompagnato per anni era la matita nera. Ci univa tutte, non importava se la indossavamo per andare a scuola o a una festa, andava applicata sempre e comunque. Dopo mezz'ora sembravamo Alice Cooper con tutto il nero colato sotto gli occhi ma noi eravamo contente lo stesso perché indossarla significava essere grandi e sì anche un po' sexy.

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