Milano, il pedofilo incastrato dai vestiti

Milano, il pedofilo incastrato dai vestiti
5 Ottobre Ott 2017 05 ottobre 2017

In casa gli abiti ripresi dalle telecamere. Peluche in auto per attirare i bimbi

Milano - Dopo averlo incontrato nel carcere di Bollate nel 2013 - in seguito a una condanna per tentata prostituzione minorile, atti osceni e corruzione di minorenni - gli specialisti erano stati concisi ma molto eloquenti nella loro analisi finale: «Quest'uomo potrebbe restare così com'è, ma anche cambiare, guarire. Aggredisce le sue vittime in maniera del tutto casuale, estemporanea, seguendo deviazioni psichiche momentanee. Perversioni che potrebbero anche cessare per sempre e all'improvviso, così come sono cominciate. Ma deve seguire un percorso psicoterapeutico». Sergio M., allora operaio 37enne incensurato, nato a Monza e residente a Lodi, era finito in manette nell'agosto 2012 per aver adescato ragazzine (con una «predilezione» per le straniere, ma mai oltre i 14 anni) chiedendo indicazioni, nelle vicinanze di oratori o di luoghi di aggregazione giovanile, a bordo di una Hyundai piena di peluches e pupazzi, quindi era stato condannato nel 2014. Un investigatore sostiene che il pregiudicato - che l'11 settembre avrebbe molestato una bimba di 6 anni a Chinatown - si sarebbe presentato spontaneamente in questura a Milano martedì sera. Forse sentendosi braccato dopo che i filmati e le foto che lo ritraggono camminare in via Paolo Sarpi lo stesso giorno della violenza sulla piccola cinese erano appena apparsi in tivù e su ogni sito online con la preghiera, da parte degli inquirenti, di chiamare la polizia qualora qualcuno avesse avuto «informazioni attendibili» sul soggetto immortalato dagli occhi elettronici.

La squadra mobile e la Procura di Milano si chiudono a riccio. Tuttavia la polizia ufficialmente precisa che l'uomo sarebbe stato arrestato martedì sera non grazie a suoi personalissimi «scrupoli», bensì in seguito a una serie di segnalazioni telefoniche, almeno cinque quelle attendibili. Dopo aver sentito a lungo martedì pomeriggio un uomo indicato da alcuni passanti come tra i frequentatori di un bar, la polizia ha virato decisamente verso il pregiudicato che ancora vive a Monza.

A casa sua sono stati trovati i vestiti che, secondo gli inquirenti, avrebbe indossato l'11 settembre e visibili nelle foto e i video diffusi dalla polizia. Un elemento ritenuto determinante per procedere al fermo.

Giovedì il pm inoltrerà al gip la richiesta di convalida del fermo e della misura cautelare in carcere per violenza sessuale: La posizione di Sergio M., che ha costretto la bimba a subire atti sessuali, è aggravata dal fatto che la vittima ha meno di 10 anni e dalla recidiva specifica e reiterata.

Nel 2012 l'indagine della squadra mobile di Milano sull'operaio era partita dalla denuncia del padre di una ragazzina di 11 anni, milanese. Anche allora, - esattamente come è accaduto l'11 settembre a Chinatown - l'uomo catturava l'attenzione delle sue giovanissime vittime farfugliando qualcosa di incomprensibile. A quei tempi però non le induceva solo ad avvicinarsi per molestarle, ma le faceva salire in auto, chiedendo quindi prestazioni sessuali, talvolta promettendo anche un compenso in denaro.

In carcere l'operaio seguì poi un percorso psicoterapeutico. Che pare però non abbia dato i risultati sperati.

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