Open Fiber: con la banda ultra larga l'Italia è nel futuro

Open Fiber: con la banda ultra larga l'Italia è nel futuro
6 Ottobre Ott 2017 06 ottobre 2017

La banda ultra larga è la chiave di volta: dalle maggiori possibilità di utilizzo nel quotidiano alla spinta all'economia, ecco come Open Fiber mira a ridurre il digital divide tra l'Italia e l'Europa

Banda ultra larga significa velocità e nuovo slancio all’economia: a contribuire a questo passo fondamentale nel futuro c’è Open Fiber, che punta a realizzare una rete di comunicazione con tutte le carte in regola per poter diminuire il digital divide tra l’Italia e il resto d’Europa.

Internet è ormai nella vita di tutti: la navigazione in rete non entra in gioco solo nel tempo libero, per il gaming e lo streaming, ma anche negli impegni di ogni giorno, dal lavoro ai rapporti con la Pubblica Amministrazione, l’accesso alle banche e al servizio sanitario. Con la diffusione dell’Internet of Things e dell’e-government, la connessione alla rete diventa parte integrante e imprescindibile di ogni momento della quotidianità.

Semplicità di accesso ai servizi va di pari passo con la velocità di connessione: secondo la Banca Mondiale un aumento del 10% della connettività a banda larga potrebbe influire sul PIL nazionale con una crescita stimata tra l’1,3 e l’1,5%. La sfida lanciata dal Consiglio dei Ministri nel 2015 con la Strategia Italiana per la banda larga, provvedimento che mira a una copertura di almeno 100 Mbps per il 50% della popolazione e almeno 30 MBps per tutti gli italiani entro il 2020, è stata racconta da Open Fiber, partecipata al 50% da Enel e Cdp Equity (CDPE), società del Gruppo Cassa Depositi e Prestiti.

Open Fiber è un progetto italiano che ha come obiettivo primario quello di portare fibra ottica attraverso la modalità Fiber To The Home (FTTH), ovvero la “fibra fino a casa”, sull’intero territorio nazionale. Potendo contare su prestazioni estremamente elevate, ovvero fino a 1 Gigabit al secondo sia in download che in upload, Open Fiber fornirà non solo maggiore efficienza e stabilità, ma garantirà una modernizzazione a tutto tondo in grado di fungere da spinta per l’economia, lanciando lo Stivale nel futuro.

Attiva esclusivamente nel mercato all’ingrosso (wholesale), Open Fiber mette a disposizione degli operatori di mercato sul territorio italiano la tecnologia della banda ultra larga. La fibra ottica della società non è pensata solo per le aree maggiormente abitate, definite “a successo di mercato”, ma anche a quelle prevalentemente rurali dove le operazioni di stesura dei cavi sono più onerose, richiedendo un sostegno statale a fondo perduto.

Oltre ad aver completato l’infrastrutturazione in fibra di Perugia, Open Fiber ha avviato a fine 2016 i lavori nelle città di Bari, Bologna, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Padova, Palermo, Perugia, Torino e Venezia, mirando alla conclusione nei primi mesi del 2019. L’impegno di Open Fiber è palpabile anche dai numeri: con 271 comuni e 9,6 milioni di unità immobiliari da raggiungere, 2,7 milioni cablate entro fine 2017, la società ha pianificato un investimento di 3,9 miliardi di euro che ha dato lavoro, solo nella prima fase, a ben 5 mila persone, numero che mira a crescere nel futuro prossimo.

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