Ecco la borsa premiata al Mipel: la Pop Bag riflette la luce di Warhol

Ecco la borsa premiata al Mipel: la Pop Bag riflette la luce di Warhol
8 Ottobre Ott 2017 08 ottobre 2017

Il bauletto riprende i colori e le geometrie usate dall'artista

Il 22 febbraio del 1987 ci lasciava, a 59 anni, il padre della pop art, Andy Warhol. Nato a Pittsburgh, in Pennsylvania, da due immigrati slovacchi, si distinse per i suoi lavori pittorici, scultorici e fotografici «popolari», ma si cimentò anche nel ruolo dell'attore e del produttore cinematografico. La maggior parte delle sue opere è conservata al Moma di New York, la città che fece conoscere il suo genio e che, per assurdo, gli tolse la vita. Non per un errore durante una banale operazione alla cistifellea, come fino ad oggi si era ritenuto, bensì «dopo un intervento importante su una persona molto malata», ha rivelato il chirurgo John Ryan al New York Times. Ryan, primario emerito al Virginia Hospital di Seattle, ha indagato su ciò che accadde all'interno della sala operatoria e, osservando la storia clinica dell'artista, ha scoperto che da 15 anni soffriva di colecisti, come suo padre, cui fu asportata la cistifellea nel 1928. Almeno un mese prima della sua morte, Warhol stava già male ma aveva cercato di nasconderlo; inoltre, la paura degli ospedali, fu un altro fattore che incise sulla possibilità di essere curato seriamente. Alla fine si fece visitare dal famoso chirurgo Bjorn Thorbjarnarson, che aveva curato lo Scià di Persia, ma preferì un trattamento che gli consentisse di rimanere a casa. Il resto è storia. Una storia ancora celata da enigmi, contraddizioni e segreti, non per le sue scatole di cartone, dove l'artista pop smistò gli oltre 500mila oggetti raccolti da quando era bambino: foto, ritagli, cartoline, articoli di giornale, racconti sulla sua infanzia a Pittsburgh, manifesti, pezzi di pellicola, fatture, scontrini. La Pop Bag di Harleq sembra proprio il riflesso di una «time capsule» di Warhol, non a caso la borsa ha vinto il contest «Mipel incontra Warhol», indetto dalla fiera in collaborazione con la Fondazione Stelline. Il bauletto, che ricorda il mondo dei colori e delle geometrie delle opere di Warhol, è frutto del lavoro manuale dei maestri artigiani dell'azienda di Armando e Alessandro Bussi, forti di un'esperienza trentennale nella lavorazione della pelle.

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