Nei "Letti" scomodi di Groucho Marx c'è posto per tutti

Nei Letti scomodi di Groucho Marx c'è posto per tutti
8 Ottobre Ott 2017 8 giorni fa

Un sottile umorismo fra sesso politica, storia e filosofia

Non per caso la sua prima fatica letteraria Groucho Marx la compose a letto. Da un lato (del letto) era già stanco prima di incominciare, dall'altro lato (sempre del letto) intuiva, a quarant'anni suonati, che lo scrivere è per l'umorismo un territorio infido, pieno di trappole se non proprio di mine antiuomo. Prima fra tutte, l'insuccesso. Insuccesso che puntualmente arrise o per meglio dire sorrise a Letti, il volumetto, fine come un lenzuolo di seta e scomodo come certi cuscini dopo «quattro braciole di agnello» divorate a cena, uscito nel 1930, contenente alcuni articoli usciti in rivista e che è da poco tornato nelle nostre librerie (Lindau, pagg. 89, euro 10). Della prima edizione si vendettero così poche copie che a un altro autore sarebbe venuta l'insonnia, tanto che divenne rapidamente un pezzo per collezionisti di rarità. «Nemmeno io me lo posso permettere», commentò il diretto disinteressato masticando il sigaro. E la seconda edizione uscì dopo un sonnellino di circa quarant'anni...

Ma perché abbiamo detto che il libretto è «scomodo»? Perché, fra il poco serio e il tanto faceto, qui Groucho, la testa più pensante della premiata ditta composta con i suoi quattro fratelli, usa il letto come privilegiato punto d'osservazione, peraltro comodissimo, del costume. O della vestaglia e del pigiama. E su che cosa si basano le dinamiche della società, passata, presente e, opiniamo, futura? Sul tradimento, cioè sul movimento, sul rimescolare le carte delle coppie per cercare di fare tris, o poker, o scala reale (e non stiamo parlando di orge o sesso estremo). Ebbene, è il letto il luogo per eccellenza del tradimento: «Conosco un tizio che ha trovato così tanti uomini nel guardaroba che è stato costretto a divorziare solamente per avere spazio per appendere i suoi abiti», testimonia il Nostro. Inoltre è l'alcova prediletta del pensiero a ruota libera. «È un vecchio detto della nostra famiglia (Harpo lo diceva soltanto ieri - no, giovedì sera; o forse era Chico - se era Chico è stato martedì) che qualsiasi cosa che non si può fare a letto non vale proprio la pena di farla. Quanto è vero».

Nei Letti di Groucho troviamo briciole di politica come quelli del presidente degli Stati Uniti Calvin Coolidge, capelli di storia come quelli del sultano (in)sultato dalle signore sue potenziali mogli, appunti sparsi di filosofia spicciola come quello del drammaturgo (ma per scherzo) Wilson Mizner, il quale dichiarò d'avere provato imbarazzo per essersi trovato a letto con una donna già appena nato. E troviamo anche un piccolo furto commesso, e subito confessato, dall'Autore: «Uno sciocco lo cucini come vuoi, ma una gallina la puoi solo fare bollita». Così, chiudendo il libretto letto a letto, possiamo dormire il sonno degli sciocchi, che somiglia tanto a quello dei polli. A rimboccarci le coperte è uno specialista in pigrizia. E dunque in umorismo.

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