I falchi tedeschi non vogliono far sconti all'Italia

I falchi tedeschi non vogliono far sconti all'Italia
10 Ottobre Ott 2017 10 giorni fa

Sale il pressing in vista della legge di bilancio. Schaeuble lascia ma chiede più rigore in Europa

Roma - Il clima è cambiato in Europa e non solo alla Bce, con le nuove indicazioni sulla gestione dei crediti in sofferenza. Gli equilibri stanno mutando anche nelle istituzioni comunitarie, soprattutto a causa dei nuovi equilibri politici in Germania, con la cancelliera Angela Merkel costretta a sposare una linea più rigida. Ma anche per la debolezza della Commissione Ue.

Oggi si terrà l'Ecofin e un gruppo di Paesi rigoristi, in testa la Germania, attaccherà l'esecutivo europeo. In un documento stilato dai collaboratori dei ministri delle finanze che si riuniranno oggi, si attacca la Commissione sulla «trasparenza e la prevedibilità» delle scelte. Appunti di metodo che, tradotti, sono una critica di merito all'eccessiva tolleranza della flessibilità concessa ai Paesi del Sud. In primo luogo all'Italia, che si appresta a varare le legge di Bilancio con uno sconto sulla correzione del deficit di circa dieci miliardi.

Ieri, alla riunione dell'Eurogruppo che si è tenuta al Lussemburgo, lo stop preventivo del ministro dell'Economia italiano Pier Carlo Padoan. «La Commissione europea ha portato avanti il concetto della flessibilità sui conti pubblici che è generale e si applica a tutti i Paesi: di questo discuteremo all'Ecofin». Su questo fronte l'Italia ha pochi alleati. Regge la Francia di Emmanuel Macron. Domani il ministro delle Finanze dell'Esagono Bruno Le Maire difenderà, timidamente, la Commissione riconoscendo a Jean-Claude Juncker il diritto a decidere.

La partita è proprio questa. Non è in discussione lo sconto già concesso all'Italia. Una decisione dichiaratamente politica, quella di favorire il governo in carica a Roma. La sfida è quella degli equilibri futuri dell'area euro. Ieri il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble, al suo ultimo vertice europeo, ha fatto una proposta choc: fare dell'European Stability Mechanism, l'attuale fondo salva-Stati, un elemento fondamentale della «governance» economica attribuendogli un ruolo più forte nel monitoraggio del patto di stabilità. In sostanza, dare un potere diretto all'Europa nella gestione delle crisi nazionali a scapito della Commissione europea che, soprattutto in questi ultimi anni, ha fatto prevalere valutazioni di tipo politico.

Tempi duri per Paesi come l'Italia che galleggiano di anno in anno rischiando la procedura per deficit eccessivo. La legge di Bilancio 2018 passerà, ma i prossimi mesi per il governo che si insedierà dopo le elezioni, saranno molto più duri.

Se, come probabile, passerà la linea del rigore e il documento-eredità di Schaeuble, il prossimo esecutivo dovrà fare i conti con istituzioni europee molto meno disposte a fare concessioni, in primo luogo sulla riduzione del debito pubblico.

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