Quanti problemi mondiali per le stelle della serie A

Quanti problemi mondiali per le stelle della serie A
10 Ottobre Ott 2017 6 giorni fa

L'Argentina di Dybala e Icardi si gioca tutto stanotte La Croazia di Perisic e Mandzukic rimedia i playoff

Forse, ma solo forse. O probabilmente. Facciamo così: quasi certamente sì. O quasi certamente no. Scegliete voi, ecco. La domanda però è lecita: la serie A è davvero un campionato di vertice oppure non troppo? Perché, nei giorni che decidono la qualificazione ai prossimi Mondiali, non è che gli eroi strapagati dalle squadre della nostra massima serie stiano facendo faville. Tutt'altro, anzi. A cominciare dagli azzurri, ovviamente: pallidi, sbiaditi, molli, inconcludenti e via di questo passo. Felici di essere smentiti di qui a poche settimane, ci mancherebbe altro. Così, mentre ieri sera hanno festeggiato la qualificazione diretta a Russia '18 anche la Serbia e l'incredibile Islanda, per molti dei fenomeni di casa nostra il Mondiale è ancora tutto da sudare.

Come detto, infatti, è discorso che non riguarda solo gli azzurri. Senza nemmeno dimenticare che persino Cristiano Ronaldo, e insieme a lui il milanista Andrè Silva, e Messi sono lì che faticano a staccare il pass per la Russia, forse il solo che risulta imprendibile sia in Italia che altrove è per adesso Dries Mertens. Il cui Belgio si è qualificato in carrozza, senza patire alcunché: beati loro, non c'è che dire. Senza dimenticare che possono anche fare a meno di Nainggolan, che è considerato una stella del campionato italiano. Mentre altri sono nel bel mezzo di una valle di lacrime. O quanto meno di preoccupazioni. Prendete la Bosnia di Pjanic e Dzeko, per esempio: squadra di talento pazzesco dalla quale era lecito attendersi fuoco e fiamme. Invece, macché: nemmeno agli spareggi è riuscita ad arrivare così come la Slovacchia di Hamsik, a meno di clamorosi scivoloni di Grecia e Francia. Colpa della Grecia, solita squadra operaia, che ha rovinato il tutto e che adesso deve solo formalizzare la pratica secondo posto battendo Gibilterra. E se la Slovenia piange, deve ancora aspettare un po' per sorridere la Croazia di Mandzukic, Kalinic e Brozovic (quest'ultimo peraltro costretto ai box per una ventina di giorni): dopo il suicidio casalingo con la Finlandia (un pareggio che le è costato il primato), la vittoria in Ucraina è servita solo per arrivare ai playoff con la speranza di evitare le vacanze anticipate il prossimo giugno. Tutto qui? Certo che no. Perché poi ci sono gli argentini. Loro sì sull'orlo di una crisi di nervi, dopo non essere riusciti a battere il Perù. Con Messi in campo e Mr. 90 milioni' Higuain rimasto addirittura a Torino a meditare: non che il Pipita con l'Albiceleste abbia mai fatto sfracelli (tutt'altro, venendo anzi messo spesso nel mirino dei critici), però rinunciare a lui significa avere la certezza di poter disporre di armi migliori. Rivelatesi spuntate, però. Perché né Dybala (10 gol in campionato) né Icardi sono stati in grado di dare seguito oltreoceano alle mirabilie mostrate negli stadi italiani. La possibilità di redenzione c'è ancora ma non è più rinviabile, visto che la sola chance rimasta passa da una vittoria in Ecuador, dove l'Argentina non vince dal 2001.

Tranquilli, comunque: sabato ricomincerà la serie A. E tutti potranno di nuovo pavoneggiarsi in santa pace.

Commenti

Commenta anche tu