Ecco i Giardini Montanelli abbandonati al degrado

Ecco i  Giardini Montanelli  abbandonati al degrado
11 Ottobre Ott 2017 11 ottobre 2017

In via Palestro bivacchi, liquami e traffici illeciti Un'associazione denuncia: «Il Comune indifferente»

A Palazzo Marino vige una strana concezione del verde pubblico. Ponti d'oro a iniziative di facciata buone per ingraziarsi gli investitori di turno, vedi le «mod-aiuole» in piazza Scala per la fashion week o i palmizi mediorientali davanti al Duomo; menefreghismo totale per quanto riguarda i pochi parchi e giardini urbani, abbandonati al degrado, ai topi e ai bivacchi (guarda le foto).

I Giardini Montanelli del centro storico recano la bandiera di una politica cittadina sorda alle esigenze vere dei cittadini, in questo caso le famiglie con bambini che hanno visto in questi anni sprofondare nel buio i giardini pubblici più antichi d'Italia. Incuria del verde (il sistema di irrigazione è inutilizzabile), spazi spesso occupati dal festival di turno (dalla moda alla scienza), servizi igienici da cantiere, ma soprattutto mancanza di controllo nei confronti di vandalismi e vagabondaggi 24 ore su 24: sono solo i più evidenti punti di criticità.

Eppure le soluzioni per restituire ai milanesi giardini pubblici degni della «città di Expo» ci sarebbero eccome. Ne è convinto Enrico Pluda, presidente dell'associazione volontaria AGIAMO, acronimo di Amici Giardini Montanelli, che da oltre un anno monitora e denuncia una situazione sempre più insostenibile. «Il problema più urgente riguarda l'area dell'ex giardino zoologico, oggi area di giochi adiacente a un asilo, che è ormai un vero e proprio farwest di vagabondi che nascondono refurtive, bivaccano e fanno i loro bisogni a ogni ora del giorno e della notte. Già, anche di notte, visto che la recinzione dei giardini di via Palestro è assolutamente irrisoria e manca un sistema di controllo o guardiania».

Negli ultimi mesi, i volontari hanno effettuato numerose denunce e scattato fotografie che testimoniano lo stato di degrado. «Soltanto in questo inizio autunno - continua Pluda - la polizia locale, anche grazie alle nostre segnalazioni, ha svolto ai giardini 86 sopralluoghi, in 23 occasioni sono state allontanate 130 persone di cui 1 indagata in stato di libertà. Anche l'Amsa ha intensificato gli interventi, ma se il Comune non interviene a monte si tratta di interventi pressocchè inutili». Ma che cosa potrebbe, anzi dovrebbe fare Palazzo Marino? «Il minimo sindacale sarebbe dotare i giardini di una vera recinzione, un'illuminazione adeguata e un sistema di videosorveglianza, se proprio è impossibile una guardiania. I traffici e i bivacchi avvengono proprio a ridosso di un asilo e il gazebo è abitualmente abitato da brandine e sacchi a pelo. Come se non bastasse, abbiamo individuato una conduttura a cielo aperto dove vengono scaricati liquami maleodoranti. Stiamo indagando».

La risposta a orologeria del sindaco Sala par di sentirla: non ci sono soldi. «Figurarsi, sarebbe sufficiente far pagare una tassa in più a tutti i privati che occupano per oltre un mese l'anno il parco per le proprie manifestazioni: dalla moda al Wired Next Fest, da Orticola al Meet me Tonight fino al Villaggio delle Meraviglie. Con il ricavato si potrebbero salvare i Giardini, volere è potere».

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