Il presidente Temer revoca l'asilo a Battisti: estradizione più vicina

Il presidente Temer revoca l'asilo a Battisti: estradizione più vicina
11 Ottobre Ott 2017 11 ottobre 2017

Temer revoca lo status di rifugiato a Battisti: c'è l'ordine di estradizione in Italia. Ma i giudici brasiliani potrebbero opporsi e bloccarla

L'estradizione di Cesare Battisti dal Brasile all'Italia ha compiuto un passo avanti. Come riferisce il quotidiano locale Jornal do Brasil, il presidente Michel Temer ha revocato lo status di rifugiato concesso dall'ex presidente Inacio Lula da Silva all'ex terrorista dei Proletari Armati per il Comunismo (Pac) e ha dato ordine di estradarlo in Italia sempre che, nel mentre, i giudici del Tribunale Supremo Federale si esprimano contro la limitazione delle libertà personali accettando la richiesta di habeas corpus chiesta dai suoi legali lo scorso 25 settembre quando il governo italiano aveva ripresentato la richiesta di estradizione. La decisione spetta ora al giudice Luiz Fux.

Qualche ora fa ilGiornale aveva incontrato Battisti sul lungomare di Cananéia. Si era dimostrato sfrontato. Ed era tornato a sfidare tutti quanti. "Io, in Italia, non tornerò mai", aveva detto certo di poter contare su quel foglio di carta che gli aveva firmato Lula qualche anno fa. E, con la sua arroganza di sempre, si era pure vantato di poter far qualsiasi cosa volesse, in Brasile. Ma proprio da quel Paese che lo ha accolto è finalmente arrivata una doccia ghiacciata. Il 4 ottobre scorso era stato arrestato al confine con la Bolivia dove, secondo la polizia, voleva scappare. Era stato formalmente fermato perché trovato in possesso di una somma di denaro (6.000 dollari e 3.000 euro) superiore al massimo consentito per attarversare la frontiera. L'8 ottobre un giudice ha accolto richiesta dei suoi legali di rilasciarlo. Ora l'ultimo sviluppo.

In Italia, ad attenderlo, ci son quattro ergastoli. Battisti dovrà fare i conti con quella condanna comminata in contumacia e dovrà pagare per quelle vite strappate durante gli Anni di Piombo. Già nel 2009 il Tribunale Supremo, in seduta plenaria, aveva concesso l'estradizione del terrorista rosso ma aveva anche lasciato l'ultima parola al potere politico. E Lula nel 2010, quale ultimo atto della sua presidenza, aveva bloccato tutto. Ora che non può più godere della protezione di Lula, ha sguinzagliato i legali perché trovino l'ennesimo cavillo legale che gli permetta di non rientrare in Italia. Ora, come sottolinea il Jornal do Brasil, il giudice Fux sarà chiamato a decidere sulla richiesta di habeas corpus in maniera monocratica. Tutto è nelle sue mani.

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