Battisti ora sfida pure il Brasile: "Temer non mi può estradare"

Battisti ora sfida pure il Brasile: Temer non mi può estradare
12 Ottobre Ott 2017 4 giorni fa

Dopo la revoca dello status di rifugiato, l'ex terrorista ora ha paura e lancia un appello: "In Italia sono considerato un mostro"

Adesso Cesare Battisti ha paura. "Se il presidente brasiliano, Michel Temer, deciderà di estradarmi in Italia, mi consegnerà alla morte": è questo il disperato appello che l'ex terrorista ha consegnato al quotidiano Estadao mentre i suoi legali provano a far pressione sul presidente brasiliano Michel Temer che ieri ha deciso di voler revocare lo status di rifugiato politico. "Una revisione - mettono in chiaro gli avvocati - non è più possibile a causa del lasso di tempo trascorso e per il fatto che non c'è stato alcun difetto nella conclusione finale". Secondo i legali, "anche la prescrizione della richiesta punitiva per reati per i quali è imputato nel suo Paese natale impedisce la sua estradizione". Inizia così un nuovo braccio di ferro. E l'ultima parola spetta spetta ora al giudice Luiz Fux.

"Non so su cosa si voglia basare il gabinetto giuridico della presidenza perché io possa essere estradato - dice Battisti all'Estadao - non so se il Brasile voglia macchiarsi sapendo che il governo e i media hanno creato questo mostro in Itala. Mi consegneranno alla morte". In Italia lo aspettano quattro ergastoli da scontare. Quando è stato condannato, Battisti si è rintanato ovunque pur di non espiare la pena per quelle vite innocenti ammazzate durante gli Anni di Piombo. La difesa del terrorista rosso è convinta che Temer rispetterà le regole e non lo consegnerà all'Italia che premer perché paghi per i quattro omicidi commessi. "La revisione della decisione presidenziale è impossibile a cause del lasso di tempo e del fatto che non esiste alcun difetto nella conclusione finale, come riconosciuto dallo stesso Tribunale supremo federale", hanno affermato i legali spiegando alla stampa brasiliana che "la prescrizione della richiesta punitiva per i reati attribuiti (a Battisti) nel Paese di nascita impedisce anche la sua estradizione". "Si spera - hanno concluso - che il presidente della Repubblica, noto docente di diritto costituzionale rispetti le leggi brasiliane, anche a fronte delle pressioni politiche interne ed esterne".

Secondo le indiscrezioni pubblicate ieri dal Jornal do Brasil, Temer avrebbe deciso di revocare lo status di rifugiato politico a Battisti, che è latitante da 36 anni, concesso dall'ex presidente Ignacio Lula da Silva. Lunedì gli avvocati di Battisti avevano inviato una nuova dichiarazione alla Corte suprema federale chiedendo la sospensione di qualsiasi ordine di estradizione o espulsione dell'italiano. Per loro qualsiasi decisione può essere presa solo dopo aver esaminato la richiesta di habeas corpus depositata a settembre. La decisione di Temer potrà essere applicata solo se, nel mentre, i giudici del Tribunale Supremo Federale si esprimano contro la limitazione delle libertà personali.

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