Il Franco Parenti ora apre alle arti visive Ai Bagni Misteriosi ecco i talenti di Cuba

12 Ottobre Ott 2017 6 giorni fa

Apre un altro spazio alla piscina Caimi. Ospiterà opere e performance

Mimmo di Marzio

I Bagni Misteriosi, l'ex piscina comunale Caimi fatta tornare a nuova vita grazie alle idee e all'impegno del Teatro Franco Parenti, continuano a riservare sorprese alla città. L'ultima apre i battenti proprio oggi con la ristrutturazione della Palazzina esterna che nasce come serbatoio di creatività, giocando sul sottile confine che oggi unisce (e separa) arti visive, performance e teatro contemporaneo. Proprio le arti visive, calderone di contaminazioni e possibilità, inaugura il nuovo spazio che va a aggiungersi al multidisciplinare teatro che consta già di ben tre sale, più lo spazio esterno della piscina che ha già ospitato rappresentazioni e concerti.

La Palazzina rompe il ghiaccio ospitando una mostra sulla nuova arte cubana, otto talenti alle prese con l'identità di un Paese in profonda e conflittuale trasformazione. L'esposizione «Soy Cuba», frutto dell'idea della collezionista Marina Nissim in collaborazione con galleria Continua di San Gimignano e l'Associazione Pier Lombardo, rappresenta l'inizio promettente di un programma che vuol mettere in luce quanto di più interessante offre il panorama della ricerca artistica contemporanea. Gli otto artisti selezionati dalla curatrice Laura Salas Redondo si confrontano infatti con tutti i linguaggi - dalla fotografia all'installazione, dalla performance alla pittura - instaurando un dialogo specifico con gli spazi della Palazzina. I temi delle opere spaziano dal «local» al «global», con riflessioni sulle vicende sociopolitiche post-castriste e sulle problematiche comuni alle nuove generazioni. Il visitatore si inoltrerà in un percorso concettuale ma non privo di suggestioni, come nel caso della stanza interamente sigillata di nastro adesivo (Osvaldo Gonzalez), la performance «Suelo Autoctono» di Josè Yaque che cementerà simbolicamente alle pareti libri italiani (emblema di una cultura surclassata dallo strapotere del web), oppure «Otro Juego in piscina» di Enrique Lopez che darà vita ad una vera e propria gara acquatica. «Mi sono innamorata degli artisti cubani durante una mia visita alla Biennale di Habana - dice la Nissim - una vera esplosione di creatività che quasi sempre si manifesta con materiali semplici e di riuso. È la dimostrazione di come l'arte giovane sia strumento di rinascita anche nei sistemi sociali più difficili».

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