La Biennale di Sgarbi: "La voglio dedicare a tutte le artiste donne"

La Biennale di Sgarbi: La voglio dedicare a tutte le artiste donne
12 Ottobre Ott 2017 12 ottobre 2017

A Brera esposte le opere di un centinaio di talenti: «La novità? Apro anche al design...»

Oltre 100 artisti contemporanei, e 90 sono donne. È un omaggio alle artiste, da sempre messe in secondo piano nel mondo dell'arte, la seconda edizione della Biennale Milano, che si è aperta ieri con uno spettacolo di Pippo Franco. «L'arte è maschilista, il nostro obiettivo è creare un'inversione di tendenza», spiega Salvo Nugnes, organizzatore di questo «International Art Meeting», manifestazione internazionale lanciata nel 2015, che fa il punto sullo stato dell'arte contemporanea.

Fino al 15 ottobre, il Brera Site di via delle Erbe 2 apre le sue porte a tutti (dalle 10 alle 21), e mette in mostra più di 400 opere. Sette su 10 sono create da donne. «Da Israele alla Germania, dagli Usa alla Francia, in mostra ci sono le artiste contemporanee più rappresentative con diverse discipline: dalla pittura alla fotografia, dalla scultura alla ceramica fino alla videoarte» prosegue Nugnez. Fra le altre, le fotografie della 70enne Maria Pia Severi, i dipinti suggestivi della fiorentina Gabriella Martino, le sculture in ceramica di Emanuela Corbellini, i quadri della cubana Damisela Pastors che ritraggono gli animali della sua infanzia (come le mucche), e una delle famose biciclette (recuperate dalle discariche e riportate in vita) di Erika Calesini.

L'altra novità di questa seconda edizione di Biennale Milano è l'apertura al design. «Milano è la sede naturale del design», spiega Vittorio Sgarbi che fa parte del comitato che ha scelto le opere e che sabato incontra il pubblico al Brera Site. «In città è stato più volte pensato un museo, ma forse non è così necessario perché gli elementi sono di uso quotidiano, lo spirito però è quello di moltiplicare un'idea sul piano della produzione industriale, quindi è una produzione democratica di bellezza diffusa. Il design è l'arte del ventesimo secolo». Ecco allora in mostra (anche) alcuni pezzi di design, come un celebre vaso in resina di Gaetano Pesce, e alcuni lavori in oro di Alessandro Galanti, giovane designer milanese.

Oltre alla mostra, Biennale Milano ha in calendario una serie di appuntamenti dedicati a temi d'attualità che vedono protagoniste, nel bene e nel male, le donne. Oggi (alle 18) il primo appuntamento con Alessandro Meluzzi, Paolo Liguori e Vanna Ugolini che presenta il libro «Non è colpa mia. Voci di uomini che hanno ucciso le donne». Domani (alle 18) un incontro con Francesco Alberoni, Katia Ricciarelli, e Silvana Giacobini che presenta il suo nuovo libro su Hilary Clinton. Sabato 14 (alle 17), la conferenza con Sgarbi, e domenica la presentazione del libro su Gianni Versace di Tony de Corcia con Santo Versace, e il lancio del libro di Roberta di Camerino, che racconta la storia della celebre stilista. Insomma, Biennale Milano ci farà capire meglio questo periodo storico. Perché, conclude Sgarbi, «è in atto un vero e proprio Rinascimento. E Milano è la città italiana che più fra tutte ha un atteggiamento di consapevolezza nei confronti della nostra storia e del nostro patrimonio».

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