La rivolta dei miracolati

La rivolta dei miracolati
12 Ottobre Ott 2017 4 giorni fa

M5S: Rosatellum senza preferenze. Ma anche loro sono tutti nominati

La piazza è il sale della democrazia, certo. Ma aveva ragione Leo Longanesi quando disse che chi cerca a tutti i costi la rivoluzione è perché si vuole accomodare nell'agiatezza. Come i grillini, passati da disoccupati a uomini e donne da quindicimila euro mese più benefit e ora in piazza per paura di perdere posto e stipendio. Protestano contro l'ipotesi di nuova legge elettorale perché ne vorrebbero una fatta su misura, che li garantisse a vita nella casta che dicono di odiare e voler abbattere. Se avessero cercato accordi in Parlamento magari sarebbero riusciti a trovarla la legge su misura per le loro necessità. Non hanno fatto neppure quello perché si sentono unti del Signore che non si sporcano le mani con comuni mortali. Sono per la dittatura della minoranza, concetto che ben applicano al loro interno. Pensano che il Parlamento sia una grande «Casaleggio associati», la holding di famiglia che tutto vede e a tutto provvede nel Movimento 5 Stelle.

Ieri i grillini sono arrivati a sostenere che questa legge è una schifezza anche perché «impedisce agli elettori di scegliere i candidati che saranno indicati dai capi partito». Scusate, Di Maio e Di Battista, ma di che e di chi state parlando? Diciamo che questa legge, semmai, su questo tema copia il metodo Grillo, che a Genova ha fatto rifare le primarie tra gli iscritti perché vinte da un candidato non gradito al capo, che alle comunali di Milano cambiò in corsa la candidata perché giudicata inaffidabile, che per le imminenti regionali siciliane ha escluso dalla corsa interna un candidato perché il capo voleva che vincesse un altro (che poi, come ha rivelato ieri il quotidiano La Stampa, ha riempito la lista di amici e parenti mai passati per una selezione).

Va bene tutto, siamo uomini di mondo, ma dovremmo scendere noi in piazza, quella sotto casa di Di Maio, quello che ha vinto le elezioni primarie dei Cinquestelle senza che gli si sia opposto un solo concorrente degno di questo nome, e sommergerlo di pernacchie. Meglio una mediocre legge elettorale con fiducia dell'ipocrisia dei grillini, più furbetti che rivoluzionari.

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