L'asse Berlusconi-Lega per il Sì al referendum: "Silvio sarà in campo"

L'asse Berlusconi-Lega per il Sì al referendum: Silvio sarà in campo
12 Ottobre Ott 2017 12 ottobre 2017

Maroni dopo il summit ad Arcore: "Presto una conferenza insieme". Scintille tra Salvini e Fdi

Ultimo miglio. La campagna elettorale per i referendum autonomistici di Lombardia e Veneto entra nel vivo. E la Lega alza il pressing su Silvio Berlusconi affinché si schieri pubblicamente a favore del «Sì».

Se l'invito di Matteo Salvini per un evento comune in piazza è caduto nel vuoto per difficoltà logistiche e di agenda, Roberto Maroni strappa al presidente di Forza Italia una promessa importante. Il governatore lombardo - ricevuto martedì sera ad Arcore - annuncia che la prossima settimana, ovvero nei giorni decisivi in vista della consultazione del 22 ottobre, terrà una conferenza stampa congiunta insieme allo stesso Berlusconi. L'incontro a Villa San Martino «è andato bene. Abbiamo parlato di tante cose, anche del Milan. Mi ha garantito il suo impegno in queste ultime due settimane cruciali di referendum» e sono contento «che abbia deciso lui, senza sforzo da parte mia, di aderire e sostenere con azioni concrete il referendum del 22 ottobre»

Berlusconi non potrà partecipare alla manifestazione di Forza Italia fissata per sabato mattina al Teatro San Carlo di Milano, a causa di altri impegni, ma ha confermato Maroni «manderà un videomessaggio» e «la settimana prossima faremo un incontro io e lui, una conferenza stampa su questo tema. Probabilmente mercoledì». «Sono molto soddisfatto dell'incontro», conclude il governatore. E a chi gli chiede se il sostegno di Berlusconi al referendum rappresenti un primo passo per ricucire l'alleanza, Maroni risponde: «No, no. Non c'entra niente questo. Abbiamo parlato di tutto, con Berlusconi si parla sempre di tutto. L'ho visto in gran forma fisicamente, ma anche molto attivo e molto impegnato. Sono stato più di un'ora con lui e lui ha parlato per 50 minuti, più o meno. Quindi, come ai vecchi tempi».

Il governatore lombardo non è il solo leghista a bussare alle porte del leader azzurro. Umberto Bossi, parlando con il Corriere della Sera, annuncia: «Chiederò a Berlusconi di sostenerlo perché in ballo c'è un rischio drammatico di crisi non solo economica, ma anche sociale. Con Berlusconi abbiamo parlato. Ma può e deve fare di più e impegnarsi in prima persona». E in questo senso si parla anche di una cena a Bergamo venerdì prossimo dove Salvini e Maroni vorrebbero coinvolgere il presidente di Forza Italia.

Se Forza Italia e Lega sembrano aver rinsaldato i rapporti, tensioni si registrano tra il Carroccio e Fratelli d'Italia (schierati con una lista unitaria in Sicilia). L'affondo arriva da Salvini, probabilmente stuzzicato dalle stoccate di Giorgia Meloni sulla legge elettorale. «Noto che la Meloni sui referendum sta in compagnia di Grillo e D'Alema. La lascio in quella compagnia. Evidentemente non ha letto il quesito, le manderò la scheda a casa così la legge. La Meloni deve anzitutto mettersi d'accordo coi suoi, perché in Lombardia e Veneto votano Sì ma lei, da Roma, dice No: telefonatevi!».

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