L'ok di Berlusconi: "Siamo attenti ai moniti del Quirinale"

L'ok di Berlusconi: Siamo attenti ai moniti del Quirinale
12 Ottobre Ott 2017 12 ottobre 2017

Il Cav convinto che il testo in esame sia il miglior risultato possibile: "Diremo sì con lealtà"

Roma - Non è il proporzionale puro, «la legge che sognavamo», ma per Silvio Berlusconi il compromesso del Rosatellum 2.0 è «il miglior risultato possibile, nello scenario attuale».

Il leader di Forza Italia assicura la lealtà degli azzurri nel rispetto del patto a quattro con Pd, Lega e Ap ed è convinto che queste regole del voto possano arrivare al traguardo, «proprio perché il sistema scontenta un po' tutti». Ci tiene a mandare un segnale chiaro, soprattutto al Pd e alla maggioranza che dimostrano la loro debolezza ricorrendo al voto di fiducia, a dimostrare che hanno bisogno del sostegno del centrodestra e che così sarà, probabilmente, anche dopo le elezioni politiche.

«Diremo sì - assicura Berlusconi- e lo faremo con convinzione, in modo compatto e leale, al voto finale». Il suo è un atteggiamento costruttivo e la fiducia nel Rosatellum 2.0 nasce anche dall'avversione alla lista unica, che avrebbe troppo vincolato i partiti dell'alleanza, rischiando di fare perdere voti rispetto alla somma dei singoli. Sembra che anche Gianni Letta, inizialmente scettico su questo sistema, si sia convinto che si tratti del male minore. È vero, una componente dell'alleanza e cioè Fdi, non ci sta e Giorgia Meloni critica gli altri, ma bisognerà vedere che cosa succederà davvero nell'urna. E il Cavaliere vuol tenere il centrodestra unito, ma gioca anche una partita in proprio, per presentarsi come il maggior interlocutore del Pd di Matteo Renzi. Guarda lontano e, come recita il titolo della convention di Ischia dove sarà sabato, vuol dimostrare che i suoi sono «Pronti a governare».

L'input al gruppo di Montecitorio di Fi è di non votare la fiducia al governo e abbandonare l'aula, anche se in un primo momento il Cavaliere aveva pensato ad un sì ad una fiducia «tecnica». Renato Brunetta e Roberto Occhiuto ufficializzano la decisione nella riunione di mezzogiorno alla Camera. Spiegano che è la strada più opportuna, per non stabilire pericolosi «precedenti» rispetto al Senato, dove l'astensione vale come voto negativo. Ma sul Rosatellum, già sostenuto in Commissione Affari costituzionali, non ci saranno sorprese. «Voteremo a favore - spiega Occhiuto - sugli articoli sui quali la fiducia non è stata posta e la legge nel suo complesso. Lasceremo l'Aula ma riprenderemo il nostro posto quando il voto sarà nel merito. Non è solo il testo migliore possibile ma anche l'unico possibile».

Berlusconi vuole anche sottolineare che la scelta di Fi è una risposta responsabile «ai ripetuti moniti del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella», che ha sempre denunciato la mancanza di omogeneità tra le due leggi uscite dalla Corte costituzionale, per Camera e Senato. Ad Arcore sono convinti che rispetto al sistema tedesco il partito prenderà alla Camera venti seggi in più, un centinaio circa, preziosi per costruire una maggioranza dopo le elezioni. Mentre con il Consultellum in due versioni si rischierebbe un'alleanza tra M5S e o il Pd o Lega e Fdi.

Il Cavaliere sa che l'accelerazione al varo del Rosatellum 2.0, che potrebbe diventare legge entro ottobre, ha anche a che fare con le elezioni siciliane del 5 novembre, dove una dura sconfitta del Pd potrebbe far tremare la leadership di Renzi e lo stesso governo Gentiloni. Conta di vincere, con i candidato del centrodestra unito Nello Musumeci e tanto più il risultato sarà buono tanto più sarà consolidata la posizione in future trattative.

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