Scoperto l'interruttore della plasticità cerebrale

Scoperto l'interruttore della plasticità cerebrale
12 Ottobre Ott 2017 6 giorni fa

Gli scienziati hanno identificato un nuovo recettore della proteina NoGo-A, regolatore della plasticità del sistema nervoso centrale, cioè la capacità del cervello di adattarsi e ripararsi in seguito a un danno nervoso

Una scoperta straordinaria. Gli scienziati hanno identificato un nuovo recettore della proteina NoGo-A, regolatore della plasticità del sistema nervoso centrale, cioè la capacità del cervello di adattarsi e ripararsi in seguito a un danno nervoso.

La rivista "Developmental Cell" ha pubblicato lo studio coordinata dall'èquipe di Martin Schwab del Brain Research Institute - Università di Zurigo in collaborazione con il gruppo di ricerca della professoressa Annalisa Buffo del NICO - Neuroscience Institute Cavalieri Ottolenghi e il Dipartimento di Neuroscienze dell'università di Torino.

Cosa è la "NoGo-A"? Come scrive l'Adnkronos Salute, "inizialmente si pensava fosse una parte costituente della mielina, opera, spiegano i ricercatori, nel cervello sano bilanciando la formazione di nuovi contatti, la crescita di nuovi prolungamenti nervosi e la produzione di nuovi neuroni dalle cellule staminali, in modo da favorire l'adattamento del cervello a nuove esperienze e la formazione di nuove memorie. La stessa proteina - che con i suoi segnali garantisce stabilità alla struttura del sistema nervoso - è tuttavia anche un potentissimo inibitore della riparazione dei circuiti interrotti dopo un danno e un regolatore dell'attività delle cellule staminali cerebrali".

"Tuttavia, - spiegano invece i ricercatori - da molto tempo risulta chiaro che la 'coda' di questa molecola eserciti delle azioni specifiche non attribuibili ai NgR". La nuova scoperta ha permesso però di "identificare negli zuccheri di membrana Eparan Solfato Proteoglicani recettori specifici per la 'codà di NoGo-A". "Il risultato di questo lavoro - sottolinea Annalisa Buffo del NICO - offre nuovi spunti per la comprensione delle basi molecolari della plasticità nervosa e dei meccanismi che possono stimolare la riparazione del cervello danneggiato. Dimostra inoltre come la ricerca di base, e lo studio dei complessi meccanismi che regolano il funzionamento del cervello, richieda tempi lunghi e di conseguenza importanti investimenti, purtroppo carenti fino a oggi nel nostro Paese".

Tags

Commenti

Commenta anche tu