Tanti fondi e poche truffe Lombardi virtuosi in Europa

12 Ottobre Ott 2017 4 giorni fa

Arriva la Procura che indaga sui reati a danno dell'Ue In regione poche segnalazioni. Ma troppi casi aperti

Alberto Giannoni

Più Europa per contrastare le frodi ai danni dell'Europea. È stata votata giovedì l'istituzione della nuova Procura europea che sancisce la cooperazione in materia di azione giudiziaria sulle irregolarità al bilancio dell'Ue. Ma dall'analisi dello staff Ppe-Fi sui dati dell'Olaf (l'Ufficio europeo per la lotta anti-frode) la Lombardia risulta una Regione virtuosa su due diversi fronti: l'impiego delle risorse europee e il controllo - appunto - sulle infrazioni. La tutela dai reati a danno del bilancio europep e il perseguimento di tali reati finora erano competenza esclusiva degli Stati membri. L'Olaf non aveva mandato per svolgere indagini penali e la Procura europea ora colma questo vuoto.

Secondo le stime della Corte dei Conti, l'Italia ha perso nel 2015 356 milioni per frodi su fondi europei (legati a pesca, agricoltura, ricerca e piani operativi nazionali che continuano ad essere oggetto di irregolarità e sospette frodi). Il nostro Paese risulta, al contempo, quello che ha perseguito meglio i fenomeni di frode ai danni del budget europeo, avendo fatto registrare, nel periodo 2009-2016 il più alto numero di «decisioni giudiziarie adottate», con un indice (63%) più elevato della media Ue (44%). Comunque l'Italia rappresenta per l'Ue un ottimo contribuente ma un mediocre utilizzatore di fondi. «I finanziamenti europei sono purtroppo ancora un tema tabù in Italia - spiega l'eurodeputato europeo di Forza Italia Stefano Maullu, milanese - Giudicare negativamente tutto ciò che è Europa è talvolta comprensibile, questa Europa può fare ed essere molto di più, ma incomprensibile e grave è come in Italia non si colgano le opportunità che l'Europa offre in termini di risorse e fondi. Troppo spesso sia nel settore pubblico che in quello privato manca una formazione specifica rispetto all'individuazione e al recepimento dei bandi europei e in questo modo troppe opportunità vengono gettate al vento».

La Lombardia fa eccezione: è al secondo posto in Italia (dopo la Valle d'Aosta) col 4,1% delle risorse impiegate relative a fondi europei. Dati positivi anche sul fronte delle segnalazioni ascritte alle singole Regioni, risultato dall'interazione fra i tre livelli: regionale, nazionale ed europeo. Sempre secondo questa elaborazione le segnalazioni di irregolarità in Lombardia nel 2016 sono risultate 6 (erano 11 nel 2014 e soltanto 2 nel 2015). Per raffronto, la Regione Calabria ha 72 segnalazioni. Nella banca dati europea Ims risultano 2.90141 segnalazioni nei periodi 2000-2006 e 2007-2013. Campania, Lombardia e Sicilia hanno le più alte percentuali di casi ancora aperti. In Lombardia risultano aperte segnalazioni per un importo di oltre 11 milioni. «Numeri da non sottovalutare - quelli delle frodi, per Maullu - l'istituzione di una Procura europea per stringere le maglie dei controlli sulla destinazione effettiva dei fondi è un passo avanti fondamentale». «Da assessore regionale per 8 anni e da eurodeputato - prosegue - il dato lombardo non può che far piacere e contemporaneamente non mi stupisce. In Lombardia abbiamo un tessuto imprenditoriale attento e orientato al fare, con un sistema di interazione pubblico-privato che funziona molto bene. L'ottimo dato della Lombardia sul buon utilizzo dei fondi europei è l'ennesimo sintomo di un modo di amministrare e di fare che ha portato la Lombardia ad essere vera e propria locomotiva d'Italia».

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