Con i Pir niente dubbi «miopi»

13 Ottobre Ott 2017 5 giorni fa

Per un risparmiatore conviene investire attraverso i Pir? Le raccolte stanno esplodendo, si è arrivati a quasi 6 miliardi di euro, e Mediobanca ne prevede almeno nove entro la fine dell'anno e 70 nei prossimi cinque. L'offerta di prodotto si sta allargando e sempre più banche e società di gestione entrano in un mercato molto interessante viste le masse di risparmio disponibili nel nostro Paese. Ma conviene solo a loro o conviene anche ai risparmiatori?

Innanzitutto va sottolineato che i Pir hanno bisogno di un lasso temporale di riferimento che supera i cinque anni. Se questo tempo c'è, allora possiamo andare oltre nella valutazione. Conviene non pagare tasse sugli interessi maturati? Risparmiare il 26% sulla redditività è un grosso vantaggio. E poi il fatto che il Pir sia esente da tasse di successione assicura un'ulteriore garanzia al sottoscrittore anche in chiave futura. In molti guardano alla base d'investimento dei Pir con un pizzico di scetticismo. Il dubbio? Che il mercato italiano sia troppo «piccolo», in termine di aziende, per la massa di risparmi in arrivo. Un dubbio da miopi. Solo per l'arrivo dei Pir quest'anno si sono già quotate 29 nuove aziende, non ultima Pirelli, e nei prossimi anni il numero aumenterà molto. Guardando al passato i rendimenti degli indici legati alle pmi italiane sono stati assai migliori rispetto all'indice principale. Il tutto in un periodo difficile per l'economia.

Un'ultima avvertenza. La crescita passa anche per oscillazioni e momenti di turbolenza. Entrare nei Pir attraverso servizi come i Pac, migliora la qualità e la resa dell'investimento. E i costi? Di solito si pagano dove c'è valore, in ogni settore. Di questo si parlerà nel corso della trasmissione Mercati Che Fare in onda, domani, sabato, alle 20.30 su TgCom24 di Mediaset.

leopoldo.gasbarro@me.com

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