Droga: «Per Crisafulli e i suoi 500 anni di carcere»

13 Ottobre Ott 2017 13 ottobre 2017

Al processo sul narcotraffico imputati «Dentino», storico boss di Quarto Oggiaro, e altri 40

Un totale di quasi 500 anni di carcere divisi per una quarantina di imputati, tra cui Biagio Crisafulli, storico boss del narcotraffico in Lombardia e per cui è stata chiesta la pena più alta, 30 anni. Sono le pesanti richieste di condanna fatte ieri dal pm Marcello Musso al termine della requisitoria nel processo su un presunto traffico di stupefacenti con legami con la 'ndrangheta gestito da clan radicati a Quarto Oggiaro.

Gli imputati, tra cui Crisafulli, 62 anni, siciliano e in carcere da quasi 20 anni ormai, erano rimasti coinvolti in diverse tranche di una maxi inchiesta chiamata «Pavone», che vedeva al centro i clan Muscatello e Crisafulli, su un presunto traffico di cocaina gestito con storiche famiglie della 'ndrangheta e con l'accusa di associazione per delinquere finalizzata al narcotraffico, anche con l'aggravante mafiosa. Nel giugno 2015, con rito abbreviato, sono già arrivate oltre 30 condanne a pene fino a 20 anni.

Nel processo abbreviato, che si è chiuso due anni fa, il gup Giuseppe Gennari, accogliendo la richiesta del pm Musso titolare dell'indagine ribattezzata «Pavone 4», aveva condannato, tra gli altri, Giuseppe Muscatello a 20 anni di reclusione. Era stato assolto, invece, Alessandro Crisafulli, fratello di Biagio. Il pentito Luciano Nocera, invece, era stato condannato a 4 anni di carcere con l'attenuante della collaborazione. «Chi si è inventato questa storia dei pizzini ha visto troppe volte Il Padrino - aveva detto in aula Biagio Crisafulli, noto come «Dentino» - io sono un uomo buono, faccio del bene e quando uno fa beneficenza non fa i nomi delle persone che aiuta». L'imputato ha ricordato di essere stato «arrestato a Parigi nel '98 e da allora non sono più uscito», dopo una lunga serie di condanne per associazione per delinquere finalizzata al narcotraffico, ma anche per quattro omicidi. Concludendo il suo intervento davanti ai giudici della Settima sezione penale, il pm ha chiesto anche 29 anni per Ruggero Dicuonzo e 17 per Antonino Paviglianiti, oltre a una lunga serie di altre condanne. Nelle prossime udienze parleranno le difese.

RC

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