Mara, studentessa cieca in una classe-pollaio di 34 alunni

Mara, studentessa cieca in una classe-pollaio di 34 alunni
13 Ottobre Ott 2017 3 giorni fa

Nella stessa scuola un'altra classe-pollaio con due ragazzi disabili

«Sono stata interrogata e ho dovuto chiedere ai ragazzi di fare silenzio. In 34 c’è troppa confusione e io non riesco a studiare». Mara non ha perso il suo entusiasmo. Non è cambiata la sua voglia di studiare. E nemmeno gli sforzi che deve compiere ogni volta per ottenere ciò che le spetta. Mara è cieca dalla nascita. E la sua disabilità questa società gliela sta facendo pesare. Troppo spesso è costretta a lottare per conquistare quanto dovrebbe esserle normalmente garantito: il diritto allo studio. Già due anni fa i genitori avevano dovuto intraprendere un battaglia per farla accedere a quella scuola che tanto desiderava: il liceo pedagogico (oggi liceo delle scienze umane) (Guarda la Gallery).

L’istituto più vicino a casa – il “Matilde Serao” di Pomigliano d’Arco, in provincia di Napoli – non si rese disponibile ad accettare la sua iscrizione infrannuale. Il caso finì su tutti i giornali, in televisione. La determinazione dei genitori, il trambusto mediatico e l'impegno di un assessore comunale permisero alla ragazzina, che allora era quindicenne, di realizzare il suo sogno. Entrò in quel liceo. Oggi Mara ha 17 anni e frequenta il terzo anno di scuola in uno dei due plessi secondari dell’istituto. Ma, per lei, l’anno scolastico è cominciato in una classe-pollaio. A settembre si è ritrovata un’aula strapiena, con altri 33 studenti, 14 in più rispetto al numero massimo di 20 indicato, per le classi con un alunno disabile, nel Dpr numero 81 del 20 marzo 2009, che regola la materia. Senza considerare, poi, che ai ragazzi si aggiungono l’insegnante, l’insegnante di sostegno, la docente di Braille e l’assistente materiale. Una vera bolgia, insomma. Dove, inesorabilmente, il diritto all’istruzione e all’educazione, oltre che l’integrazione del disabile, sono passati in secondo piano (Guarda il video).

Per chi non è non vedente, seguire le lezioni in tali condizioni è chiaramente complicato, se non impossibile. "C’è confusione. Non riesco a studiare. Io lo dico alle insegnanti, però i ragazzi non riescono a stare zitti", sbotta Mara. Il suo disagio lo racconta anche la madre, Sonia D’Avanzo: "Essendo cieca, ha un udito molto sviluppato. Quando torna a casa, dice di avere forti mal di testa perché in classe c’è caos e non riesce a seguire bene le lezioni". Siamo stati al liceo 'Serao'. Non abbiamo trovato la dirigente. Ma, sulla posizione della scuola in questa faccenda, fa un po’ di chiarezza la professoressa Liana Guadagni. La docente riferisce della presenza nello stesso istituto di un’altra classe-pollaio di 34 studenti, di cui due sono disabili, “e con disabilità non semplici” specifica. Sostiene che, a disporre che da 4 sezioni di 17 alunni ne venissero fuori due da 34, sia stato l’Ufficio scolastico regionale. “C’è una difficoltà oggettiva dei ragazzi per poter compiere il loro percorso, per poter fare una verifica, dare i loro spazi, i loro tempi. Non c’è rispetto per niente e per nessuno in questa situazione”, conferma l’insegnante. “L’Unione italiana ciechi, a cui Mara è iscritta, ha inviato delle e-mail all’Ufficio scolastico regionale, per capire il motivo dell’accorpamento, e non abbiamo avuto nessuna risposta", ha dichiarato la mamma della studentessa non vedente, che ha annunciato ricorso al Tar. Senza risposta sarebbe rimasta anche la scuola: "Noi abbiamo scritto all’Ufficio scolastico di Napoli, loro conoscono la situazione. Ma non c’è stata risposta", ha riferito la professoressa Guadagni. Nel silenzio, intanto, si continua a negare il diritto allo studio a dei ragazzi disabili.

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