Pop, rock, grandi voci, amore. È una "Celebration" in musica

Pop, rock, grandi voci, amore. È una Celebration in musica
13 Ottobre Ott 2017 5 giorni fa

Quattro puntate a tema con omaggi e super ospiti condotte da Neri Marcorè e Serena Rossi: "Che azzardo!"

Il rischio c'è. E grosso. Perché sperimentare va bene, ma farlo su Raiuno, in prima serata, e al sabato sera (quando sul canale concorrente c'è una che si chiama Maria De Filippi, oltretutto) è un vero azzardo. Eppure quest'azzardo Andrea Fabiano, da ieri passato a capo di Raidue (lo sostituisce da oggi Angelo Teodoli) prudentemente lo definisce «scommessa». E con il titolo di Celebration lascia in eredità questo nuovo show del sabato sera, su un'idea non nuovissima (celebrare quattro generi musicali in altrettante puntate monotematiche) affidandolo a due conduttori pericolosamente inediti: l'attore-comico-imitatore Neri Marcorè e la cantante-attrice-ballerina Serena Rossi.

«Sulle innovazioni di Raiuno - si lamenta Fabiano con chi gli fa notare la temerarietà dell'operazione - c'è sempre un giudizio contraddittorio. Se proponi personaggi sicuri, il commento è sempre le stesse facce. Se proponi volti nuovi il giudizio è ma sono troppo inesperti!». Filosofica in proposito la considerazione di Marcorè (scelto perché «è un intenditore di musica, oltre che organizzatore di eventi musicali»): «Lo so, il sabato sera di Raiuno è il massimo della visibilità. Per uno come me, poi, abituato al massimo alla domenica pomeriggio su Raitre... Speriamo ci diano un tempo di tolleranza, e non ci trattino come quegli allenatori che, già dopo un paio di sconfitte, vengono esonerati». «Forse avevano bevuto, quando hanno deciso di fare questo programma - è il riassuntivo commento di Ernesto Assante, critico musicale che occuperà un proprio piccolo spazio -. Fare del rock su Raiuno, di sabato sera...». Salvo poi considerare: «Il pubblico di Raiuno è composto soprattutto da sessantenni? Beh: la generazione cresciuta col rock è proprio quella di chi oggi ha sessant'anni».

Ma com'è nata l'idea di affidare uno snodo cruciale del palinsesto a due nomi ancora estranei alle grandi sfide? La brava Serena Rossi, vista in Tale e Quale Show, Squadra Mobile, in una esemplare edizione di Rugantino accanto a Brignano e nel recente Ammore e malavita dei Manetti Bros, è decisa: «Tutto nella mia carriera è capitato in maniera semplice, cristallina, trasparente. Gli show del sabato sera li guardavo con i miei, dal divano di casa. E adesso mi ci trovo dentro!». Sulla fretta - e sulle scelte - del progetto, varato solo a fine luglio contro gli abituali sei mesi necessari a costruire appuntamenti simili, Fabiano è chiarissimo: «La questione del tetto ai compensi prima e le dimissioni del direttore generale Campo Dall'Orto poi ci hanno impedito di metterci mano prima. Ma la rapidità forzata dell'operazione non ci farà da alibi. In Celebration crediamo tutti molto».

E dunque, che musica sia. Alla prima puntata di domani avremo «I re del Pop», con ospiti come Raoul Bova, Claudia Gerini, Lillo e Greg, Francesco Gabbani, Noemi, Alex Britti, Raphael Gualazzi, i quali, oltre ai conduttori stessi, interpreteranno i brani più amati del genere, da Michael Jackson a Madonna, passando per Prince, Elton John, Shakira. Seguiranno «Quelli del Rock», quindi «Le Grandi Voci», infine «Le Canzoni d'amore», che esibiranno presenze di grido, da Renzo Arbore a Gino Paoli, da J-Ax a Enrico Ruggeri, da Elio e le storie tese ad Arisa, da Ron a Mario Biondi, per una cavalcata fra i generi che però, chiarisce Fabiano, «non ha niente a che fare con l'effetto-nostalgia. Questo show si occuperà infatti anche di musica contemporanea. E comunque sempre di capolavori. E i capolavori non sono di oggi o di ieri: sono di sempre». Quanto alle previsioni, niente scongiuri. Solo pacate conclusioni. «Se dovesse andar male - ridacchia Marcorè - mi ricorderò che ho un orto, nelle Marche. E che potrò sempre andare a zapparlo».

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