Sgominata una rete di pedofili: si scambiava video criptati

Sgominata una rete di pedofili: si scambiava video criptati
13 Ottobre Ott 2017 5 giorni fa

L'operazione si è allargata in tutta Italia. Coinvolte 48 persone, accusate di scambiarsi materiale pedopornografico

Si scambiavano materiale pedopornografico su internet, usando un servizio di instant messagging criptato, ritenuto riservato e sicuro. Le indagini della polizia postale di Bolzano, nel corso dell'operazione Black Shadow, hanno scoperto una rete di pedofili composta da almeno dieci persone attive in tutta Italia. Inizia tutto con l'arresto di un 38enne altoatesino, avvenuto il primo febbraio del 2016, e trovato in possesso di 4 Terabyte di materiale digitale (foto e video), contenenti esibizioni pornografiche di minorenni. L'arrestato ha in seguito confessatoo che quel materiale gli era stato ceduto da soggetti dei quali non era in grado, però, di indicare le generalità. Queste parole hanno insospettito gli investigatori della Polizia delle Comunicazioni, che hanno individuato, tra le prove digitali del computer in sequestro, un utilizzo spropositato dell'applicazione Voip ed una impressionante rubrica composta da numerose decine di contatti.

Gli investigatori sono così riusciti, attraverso l'utilizzo di particolari software, a ricostruire a posteriori un'enorme quantità di conversazioni dalle quali emergeva la morbosità degli interlocutori nei confronti di pratiche sessuali con minorenni. Il 38enne arrestato rappresenterebbe il centro di una rete con oltre un centinaio di contatti con i quali, a volte presentandosi come madre di una bambina minorenne, affermava essere attratto sessualmente da bambini in tenera età e offrendo agli interlocutori materiale pedopornografico. Tra questi, ci sarebbe anche Gaetano Maria Amato, giudice della Corte d'Appello di Reggio Calabria, arrestato nei giorni scorsi e che proprio oggi, è stato sospeso dalle funzioni e privato dello stipendio.

I target coinvolti nel traffico della produzione e cessione di materiale illecito hanno accordi ben stabiliti, patti di segretezza da mantenere e l'obbligo di fare uso dell'instant messaging per la condivisione delle foto proibite di minori al fine di rimanere anonimi e quindi restare impuniti. L'indagine si è allargata in tutta Italia e gli investigatori sono riusciti a individuare 48 sodali le cui attività di produzione e condivisione di materiale illecito prendono il via dalle regioni del Trentino Alto Adige, Lombardia, Piemonte, Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Marche, Lazio, Abruzzo, Puglia, Campania, Sicilia e Sardegna.

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