Tocca a Roma e Lazio impedire alle "dive" di spaccare il campionato

Tocca a Roma e Lazio impedire alle dive di spaccare il campionato
13 Ottobre Ott 2017 7 giorni fa

Napoli e Juve (e pure l'Inter) in caso di vittoria andrebbero a più 8 e 6 sulle dirette inseguitrici

Torino - Un campionato più equilibrato del solito, si diceva in estate e magari si continua a pensare. Poi però arriva l'ottava giornata di campionato: classifica e calendario alla mano, nella tarda serata di domenica la graduatoria potrebbe invece proporre una vera spaccatura. Non una crepa, ma un burrone profondo. Quasi profondissimo. Tra le prime tre e le inseguitrici, a quel punto staccate non di poco. Magari non in maniera irrecuperabile, ma già certe di avere le spalle al muro. Basta dare un'occhiata al tutto, per sperare poi che le due squadre romane salvino questa prima parte di campionato: con il Napoli ancora a punteggio pieno a quota 21 e la coppia formata da Juventus e Inter a due lunghezze di distanza, ecco che le sfide del weekend assumono un valore particolare. Juve-Lazio (ore 18), Roma-Napoli (20,45) e, domenica, Inter-Milan potrebbero determinare il +8, nel caso del Napoli vincente e con la Lazio ko contro la Juve, e il + 6 delle altre due reginette sul resto della concorrenza (ma la Roma ha una partita in meno). Certo, non ci sarebbe (ancora) una squadra in grado di andare in fuga solitaria: però da lunedì in avanti e chissà fino a quando i fiumi di parole circa la lotta scudetto riguarderebbero soltanto le squadre di Sarri, Allegri e Spalletti.

Palla allora soprattutto a Lazio e Roma. Che dovranno vedersela con le prime della classe. La squadra di Simone Inzaghi ha per di più già fermato i campioni d'Italia ad agosto, soffiando loro la Supercoppa. Il fatto è però che in campionato, allo Stadium, la Signora sbaglia raramente per non dire mai: lì i bianconeri non perdono da oltre due anni, dal momento che l'ultimo ko risale al 23 agosto 2015, prima giornata di campionato contro l'Udinese (0-1, rete di Thereau). Da allora, gli uomini di Allegri hanno collezionato 38 vittorie e tre pareggi. Per di più, la Lazio non vince a Torino in campionato contro la Signora dal preistorico 15 dicembre 2002 (1-2, doppietta di Fiore: Buffon unico superstite): servirà un mezzo miracolo per uscirne vivi, tenuto pure conto che i biancocelesti continuano a vivere nell'emergenza avendo ai box Basta e Lukaku, con gli altri esterni Marusic e Patric pure acciaccati. Sulla carta pare lotta impari, in pratica chissà. Di contorno (ma non troppo), anche l'annotazione per cui l'attuale rosa a disposizione di Inzaghi sia costata 98 milioni: quasi come il solo Higuain, ecco. A proposito del Pipita: ha nella Lazio il suo bersaglio preferito, avendole finora segnato 13 reti in 15 presenze.

Poi, in serata, Roma-Napoli. Con i giallorossi in crescita dopo un inizio a fari spenti, un match da recuperare (contro la Sampdoria), Nainggolan rimasto ad allenarsi nella capitale perché ritenuto non adatto alla nazionale (sigh), De Rossi e Pellegrini in recupero a differenza di El Shaarawy e Schick. Ecco: se la squadra di Di Francesco terrà botta fino al rientro dell'ex promesso sposo della Juventus, magari potrà poi anche pensare in grande. Cosa che invece sta già facendo da un pezzo il Napoli, che ha sì visto sparire dai radar Milik ma che è forte di una consapevolezza acquisita nel corso della passata stagione. Sarri avrà inoltre a disposizione un Hamsik insieme arrabbiato e motivato: svanita la possibilità di andare ai Mondiali (Slovacchia non ammessa nemmeno agli spareggi), Marechiaro si trova a una sola rete di distanza da Maradona (114 contro 115) e quindi dalla vetta della speciale classifica marcatori del Napoli all time: segnasse un gol pesante all'Olimpico, il significato e il valore dello stesso raddoppierebbero.

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