Allarme Hiv, 122mila infetti inconsapevoli in Europa

Allarme Hiv, 122mila infetti inconsapevoli in Europa
25 Ottobre Ott 2017 25 ottobre 2017

"L'infezione da Hiv non si è fermata e non è in declino". È con questo monito che si è aperta oggi a Milano la 16esima European Aids Conference

In Europa sono in aumento i decessi per overdose e si temono nuovi casi di infezione da Hiv dovuti a siringhe infette. Inoltre, in generale, "l'infezione da Hiv non si è fermata e non è in declino". È con questo monito che si è aperta oggi a Milano la 16esima European Aids Conference promossa dall'Eacs (European Aids Clinical Society).

Se da un lato sembra infatti che la diffusione dell'Hiv nei Paesi Ue sia rimasta sostanzialmente invariata negli ultimi 10 anni - con 29.747 nuovi casi nel 2015, cioè 6,3 persone su 100 mila rispetto alle 6,6 del 2006 - dall'altro l'European Center for Disease Prevention and Control (Ecdc) ha stimato che sfuggono alle statistiche ufficiali 122 mila persone (il 15% sul totale in questa regione). Persone che convivono con l'Hiv senza saperlo.

C'è poi il dato sul ritardo con cui si arriva alla diagnosi: occorrono in media quasi 4 anni (3,8) prima che un nuovo contagio da Hiv sia diagnosticato. Un numero che, fanno notare gli esperti, suggerisce l'esistenza di persistenti problemi di accesso ai test per l'Hiv in molti Paesi. Tanto che dal palco milanese della Conferenza arriva un appello per abbattere le barriere che ne ostacolano l'utilizzo.

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