Rimandare le nozze riduce il rischio di divorzio: lo studio

Rimandare le nozze riduce il rischio di divorzio: lo studio
30 Ottobre Ott 2017 30 ottobre 2017

Rimandare le nozze, prolungando per qualche anno la fase di fidanzamento, riduce il rischio di divorzio: lo svela una survey condotta dalla Emory University

Non sempre affrettarsi a raggiungere l'altare è la strategia migliore per un rapporto duraturo. È quanto dimostra uno studio condotto dalla Emory University, negli Stati Uniti, pronto a svelare come al crescere degli anni di fidanzamento diminuisca esponenzialmente il rischio di divorzio. Un risultato tutto fuorché sorprendente, tuttavia utile per comprendere le logiche che animano le coppie moderne, quale sia il collante per una relazione davvero indissolubile.

I ricercatori hanno intervistato un campione rappresentativo di 3.000 individui, sposati o divorziati, in merito a questioni matrimoniali come la convivenza, la gestione dei compiti giornalieri, il desiderio e la passione, il rispetto reciproco e molto altro ancora. Dai dati raccolti, è emerso come le coppie giunte all'altare dopo una lunghissima frequentazione siano anche quelle dove la probabilità di una separazione è più ridotta. Un dato che sembra essere stabile nel tempo: al crescere della durata del fidanzamento, si alontana la fine di un amore tra scartoffie e avvocati. In prospettiva, una frequentazione di due anni frena del 20% le chances di divorzio rispetto a chi pronuncia il "fatidico sì" entro i 12 mesi dalla prima uscita, cifra che raggiunge il 50% se la relazione prosegue da almeno 3 anni.

Non è però tutto, poiché esistono anche coppie particolarmente fortunate, dove lo spauracchio del divorzio rimane un'eventualità davvero remota. Si tratta di quelle relazioni in cui i partner già si conoscevano da tempo prima di lanciarsi in un'unione romantica, quali amici di lunga data o d'infanzia: per loro, la diminuzione del rischio può giungere anche al 70%. Non devono preoccuparsi troppo, comunque, gli altri innamorati: la stessa survey ha sottolineato come oggi, almeno in America, passino circa cinque anni dal primo appuntamento al banchetto nuziale.

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