I conti affondano Snapchat in Borsa

9 Novembre Nov 2017 13 giorni fa

Nei primi nove mesi bruciati 3 miliardi. Tra i soci spunta Tencent

Da quando è approdata in borsa, nove mesi fa, non si arresta il flop di Snap (la società che sviluppa Snapchat) e lo conferma l'ultima trimestrale, quella chiusa a settembre. Rispetto al passato, però, ai numeri negativi si aggiungono i toni dimessi dell'ad, Evan Spiegel. Il suo discorso agli azionisti non ha convinto, al punto che il titolo è arrivato a perdere ieri il 19% a Wall Street. I numeri sono del resto impietosi. La perdita netta è stata di 443,2 milioni, inchiodata sugli stessi livelli dello scorso anno e più che triplicata rispetto a un anno fa. Complessivamente nei primi nove mesi del 2017, Snap ha perso più di 3 miliardi.

Il rosso potrebbe anche essere perdonato se la società riuscisse a moltiplicare fatturato e utenti. Che invece sono stati proprio i dati peggiori. Nonostante mostri una crescita rispetto allo stesso periodo del 2016, nell'ordine del 62%, il fatturato si è attestato comunque a 207,9 milioni di dollari, ben al di sotto dei 235,5 milioni attesi dagli analisti.

Al fatturato insomma manca la benzina per esplodere, cioè gli utenti. Da quando Mark Zuckerberg ha copiato e incollato su Facebook e Instagram le «Storie», cioè il formato di contenuti a scomparsa inventato da Spiegel, Snapchat ha rallentato visibilmente. Gli utenti attivi ogni giorno sull'app sono 178 milioni, il 2,9% in più rispetto a un trimestre fa. Un dato non solo sotto le stime (181,8 milioni), ma il passo in avanti più piccolo nella storia della società. Fino a 15 mesi fa, Snapchat segnava una crescita degli utenti a doppia cifra di trimestre in trimestre. Poi, con l'arrivo delle Storie su Instagram (estate 2016), la frenata: +7%, +3,2%, +5%, +4,2%. Fino al minimo storico.

Ora, per il rilancio, Snapchat punta su un altro azionista-chiave: dopo Comcast, tra i soci figura anche Tencent, il colosso Internet cinese alle spalle della piattaforma di messaggistica WeChat, che ha investito due miliardi per assicurarsi il 10%.

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