Quei due sceriffi interrogati come un western

Quei due sceriffi interrogati come un western
10 Novembre Nov 2017 13 giorni fa

L'interrogatorio. Li fanno entrare, uno da una parte e uno dall'altra. Nessun contatto, neppure uno sguardo. Separati. Whiteangel e Blackcock, tutti e due con ancora la stella della legge sul petto. Non sono ancora sotto accusa, ma li trattano con sospetto. Avete il diritto di non rispondere, ma qualunque cosa direte potrà essere utilizzata contro di voi in tribunale. Lo chiamano quinto emendamento. Se sono saggi o furbi resteranno zitti. Non lo fanno. Scelgono proprio quello che non bisognerebbe fare: si accusano a vicenda. È stato lui. No, è quel bastardo che ha chiuso tutti e due gli occhi. È lui l'infame. No, è lui il complice. Risultato, s'inguaiano a vicenda. Nessuno dei due ha controllato. A metterli nei casini sono stati gli altri e due, quella sorta di Bonnie & Clyde della politica che si sono affrettati a spifferare tutto un attimo prima di venire linciati. Non è Tombstone, non è Dodge City, ma ci assomiglia. È la commissione d'inchiesta sulle banche. È un western spaghetti, western all'italiana, con due sceriffi alla sbarra. Per ora testimoni, domani chissà. Con i soldi spariti e la gente fuori che chiede giustizia. Gli ingredienti per questa storia ci sono tutti: il buono, il brutto e una coppia di presunti cattivi. Come giudice un vecchio imbonitore che non ha certo voglia di sventolare la forca. Non farà neppure il confronto all'americana. Meglio non svegliare la verità. Purtroppo non è un film. È Bankitalia contro Consob e tutto quello che ci gira intorno. È un pezzo di storia, una giornata particolare, sul fallimento delle banche italiane.

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