Tim, Genish fa quadrato sulla rete

11 Novembre Nov 2017 11 novembre 2017

L'ad: «Non separiamo l'infrastruttura e teniamo il Brasile». Utile a un miliardo

Maddalena Camera

Telecom Italia scende in Borsa dopo la presentazione dei conti sui nove mesi. Un ribasso annunciato visto che l'ad Amos Genish ha specificato di non voler vendere la rete e neppure la controllata Tim Brasil. Tolti gli appeal speculativi il titolo, che ieri mattina aveva sbandato violentemente al ribasso per poi risalire, alla fine ha chiuso in calo dell'1,66%. I conti, pur positivi, offrono al mercato pochi spunti. Tim resta infatti alle prese con un forte debito, salito a 26 miliardi (più 1 miliardo) a causa degli investimenti fatti per acquisto e rinnovo delle frequenze in Brasile e in Italia, fatto che allontana l'ipotesi un ritorno alla cedola per le azioni ordinarie.

Quanto all'utile nei primi nove mesi, è stato di un miliardo in calo rispetto agli 1,4 miliardi dello stesso periodo 2016 a causa di oneri non ricorrenti per 233 milioni. Senza questi l'utile risulterebbe superiore di quasi 100 milioni rispetto a quello dello scorso anno. Bene comunque i margini, +5,7%, e i ricavi pari a 14,6 miliardi, in crescita del 5,3%. La società prosegue inoltre sul fronte dei tagli alle spese e alla riorganizzazione con l'organico sceso di circa 1.700 addetti. Per questo Tim conferma comunque la guidance già prospettata per il 2017, con crescita organica «low single digit» e una generazione di cassa che andrà a ridurre il rapporto tra debito finanziario e margine.

Genish ha tenuto a mettere in chiaro che i paletti posti dal golden power del governo saranno rispettati ma «Tim resterà proprietaria della rete anche perché una separazione dell'infrastruttura non è stata fatta da nessuna telco del mondo». L'ad comunque ha rivendicato che già oggi la rete Telecom assicura un trattamento paritario di accesso a tutti i concorrenti. Quanto ai clienti sono in crescita. Le offerte sul mobile hanno fatto crescere a oltre 30 milioni gli utenti dei cellulari. Bene anche gli abbonati alla rete in fibra, saliti a 1,8 milioni: in totale la banda ultralarga (fibra e Adsl) può contare su 7,4 milioni di utenti. E il trend è in crescita. Genish ha segnalato, tra gli obiettivi del gruppo, quello della convergenza tra servizi e contenuti: «Metteremo contenuti nelle nostre offerte fisse e mobili» - ha detto. I dettagli arriveranno però al momento della presentazione a febbraio del piano industriale. I primi contenuti della joint venture creata da Tim con il suo socio di maggioranza Vivendi (23,9%) dovrebbero essere pronti il prossimo settembre. Tra i contenuti non ci sarà il calcio perché, ha specificato Genish, è un contenuto troppo costoso ma il gruppo è pronto a fare partnership con altri (Mediaset o Sky ndr).

Entra nel vivo la cessione di Persidera, la società delle frequenze tv, con le prime offerte pronte per il 20 novembre. Sul fronte delle cattive notizie per l'ex-monopolista c'è la bocciatura del Tar del Lazio del ricorso Telecom, che aveva chiesto l'annullamento della gara Consip per la fornitura di servizi tlc per la Pa che ora viene aggiudicata definitivamente a Fastweb, Wind Tre e Tiscali, BT Italia e Vodafone. Brutte notizie anche per i lavoratori dei call center: secondo Genish tra 10 anni non eisteranno, più sostituiti da software «intelligenti».

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