E il governo è nel caos: non abbiamo dati certi

E il governo è nel caos: non abbiamo dati certi
12 Novembre Nov 2017 11 giorni fa

Quanti sono i Comuni dove è stato chiesto di pagare una tassa sui rifiuti ben più alta del dovuto? A quanto ammonta il gettito "illegittimo" così raggranellato? Il governo è in tilt

Quanti sono i Comuni dove è stato chiesto di pagare una tassa sui rifiuti ben più alta del dovuto? A quanto ammonta il gettito «illegittimo» così raggranellato? Si tratta di un fatto circoscritto o piuttosto di un fenomeno esteso? Tutte domande ancora inevase. A ventiquattro ore dallo scoppio dello scandalo Tari (in molti Comuni, anche grandi, i cittadini hanno pagato una tassa sui rifiuti ben più alta del dovuto; in alcuni casi addirittura doppia o tripla) il governo non è ancora riuscito a fornire risposte chiare e ufficiali. Anzi. Attraverso il sottosegretario all’Economia, Pier Paolo Baretta, ha ammesso di non essere ancora in grado di fare chiarezza. «Forse non è un problema generalizzato - commenta Baretta -. Magari è possibile che non sia un fenomeno così esteso come si paventa». Insomma il governo sventola bandiera bianca e il sottosegretario Baretta si abbandona a un’amara confessione: «Al momento non abbiamo idea della dimensione della questione». Ovviamente la palla è subito passata nelle mani dell’altro attore di questa tragicommedia: l’ente locale chiamato a esigere e riscuotere il tributo sull’immondizia. «Spetta ai Comuni - chiarisce il sottosegretario -, laddove vengano riscontrati e certificati gli errori, intervenire». D’altronde gli enti locali vengono considerati, dai vertici del Ministero di via XX settembre, «perfettamente in grado di gestire la questione». Quanto ai rischi per i bilanci in caso di valanghe di richieste di rimborso e in caso di class action, già promesse dalle associazioni che difendono i diritti dei consumatori, stesso discorso di prima: il governo non sa dare risposte precise, ignorando non soltanto l’entità del fenomeno degli «incassi illegittimi» ma anche se questi andranno a condizionare bilanci comunali già pericolosamente scricchiolanti. E comunque la responsabilità prima della verifica, per Baretta, è dei Comuni. In tempi brevi dovrebbe comunque il Dipartimento delle Finanze del Ministero dell’Economia dovrebbe emanare un documento di chiarimento sulle modalità di corretta applicazione della tari. IL decreto dovrebbe così mettere fine - spiegano dal Ministero dell’Economia - mettere fine alle polemiche sugli errori di calcolo al rialzo della tassa in molti Comuni. Va ricordato poi che la Tasi è finita spesso sotto i riflettori dei media negli ultimi anni. Ed è stata sovente anche oggetto delle pronunce dei Tribunali chiamati a chiarire i contribuenti sulle modalità di una corretta applicazione della norma che la istituisce. L’ultima sentenza è di appena due mesi fa quando il Consiglio di Stato ha spiegato che la tassa sui rifiuti non può essere più onerosa per i cittadini privi di residenza nel Comune. Dunque, sarebbe illegittimo anche il criterio che penalizza chi viene da fuori. abile un suo aumento.

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