L'ultima sfida all'orgoglio di Barcellona Svelato il progetto per il «mare di Madrid»

L'ultima sfida all'orgoglio di Barcellona Svelato il progetto per il «mare di Madrid»
12 Novembre Nov 2017 10 giorni fa

Sabbia e acqua salata a 55 chilometri dalla capitale. Opera pronta nel 2021

Madrid Sarà una delle meraviglie artificiali create per avvicinare di 500 chilometri il mare alla capitale di Spagna e alla sua popolosa comunità, confinate nel centro arido e sabbioso dell'altopiano della Meseta. Finalmente, anche Madrid, come Barcellona o Miami, godrà di dune sabbiose e acqua marina. Senza trucchi o artifizi.

La spiaggia artificiale sarà ricreata nell'anonima località di Alovera, vicino al capoluogo di Guadalajara, 55 chilometri a nord est di Madrid. Avrà attigua la linea ferroviaria dell'alta velocità che collega la capitale all'asse Parigi-Marsiglia-Barcellona-Valencia-Siviglia e potrà contare anche sull'aeroporto madrileno di Barajas. L'area che sarà trasformata da altopiano in parte erboso e pietroso - la Meseta risale a 190 milioni di anni fa ed è ciò che rimane di un'antichissima catena montuosa - in un bacino d'acqua salata di 25mila metri quadrati, comprende un'area di oltre 60mila metri quadrati. Di questa superficie, 15mila metri quadrati saranno candida spiaggia con veri granelli di sabbia, raccolti lungo le coste dell'Andalusia e portati a 500 chilometri di distanza, nel cuore della Spagna che, solitamente, grazie al drappellino di montagne della sierra de Guadarrama, parte del sistema montuoso iberico centrale che corre fino al Portogallo, è per lo più una zona per gli amanti degli sport invernali.

L'opera, che ha avuto già il via libera dall'amministrazione territoriale della Comunità di Madrid e dal ministero delle Grandi opere, sarà pronta nell'estate del 2021 con un investimento di poco più di 17 milioni di euro, solo per la spiaggia, il bacino di mare, il porto turistico e i parchi. Altri 280 milioni saranno impiegati per costruire 4 mila abitazioni a basso impatto energetico, opere vincolanti all'approvazione del progetto definitivo, secondo un piano governativo di ripopolamento del territorio. I fondi saranno per il 20 per cento pubblici, il resto è a carico della costruttrice spagnola Rayet, società che, ai tempi d'oro della bolla immobiliare, prima dello tsunami del mattone del 2008, fatturava 300 milioni di euro l'anno: avrà soltanto in proprietà il 30 per cento dell'opera. È, infatti, un progetto faraonico, ma anche molto coraggioso, dopo la terribile crisi immobiliare che si è mangiata tra il 2008 e il 2011 il 18 per cento del Pil spagnolo, lasciando invendute quasi 3 milioni di case in Spagna e azzerando il settore edile, motore dell'economia spagnola dagli anni Novanta.

L'impatto ambientale di Playa de Alovera sarà a zero emissioni. Il piccolo mare avrà un metodo di salinizzazione naturale che permetterà, oltre al galleggiamento (con meno rischio di annegamento), anche la presenza di fauna ittica e, quindi, attività di pesca. Un sistema meccanico che sfrutta l'inerzia, poi, garantirà le onde, anche in assenza di vento. E i madrileni avranno la loro invidiabile spiaggia quasi cittadina.

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