Contro la Brexit, Londra sposa i diritti dei gay

Contro la Brexit, Londra sposa i diritti dei gay
13 Novembre Nov 2017 9 giorni fa

La Gran Bretgana si scopre sempre più gay friendly: Brexit o no, il regno rimane un Paese per omosessuali e transgender

La Gran Bretagna teme l'esodo di studenti e lavoratori. Interi settori del commercio e del business sono a rischio con la Brexit. E, per "frenare" l'esodo dovuto dalla fuori uscita dall'Unione europea, il Paese starebbe puntando sui gay. Il settimanale britannico The Economist ha infatti pubblicato una mappatura della vita omosessuale nel Regno Unito.

La Gran Bretgana si scopre sempre più gay friendly: Brexit o meno, il regno rimane un Paese per omosessuali, transgender e altro. C'è spazio per tutti. Non solo nelle grandi città, ma anche nelle campagne e nei luoghi più conservatori.

Ad esempio il collegio di Eton, fondato nel 1440, che apre ai transgender. Come ricorda La Stampa, Eton è la scuola maschile più prestigiosa del regno, 38 mila sterline l’anno di retta. Qui sono passati principi, re e primi ministri. Il preside Simon Henderson ha dichiarato al The Guardian che il collegio si vuole aprire al mondo moderno: un corso per sensibilizzare i ragazzi a essere "gender intelligent" e la possibilità per tutti di frequentare il college.

"Voglio che Eton sia scuola moderna, con uno sgauardo al futuro", ha dichiarato il preside. "Eton si è sempre reinventato lentamente. Ma ci sono dei momenti in cui si deve fare un passo avanti".

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