L'Onu: inumana la politica Ue in Libia

L'Onu: inumana la politica Ue in Libia
15 Novembre Nov 2017 15 novembre 2017

Gli ispettori: «Condizioni atroci». Inchiesta «Cnn», filmata un'asta di schiavi nigeriani

«Inumana». L'Alto commissario dell'Onu per i diritti umani bolla con questa parola la politica di collaborazione tra l'Unione Europea e la Libia per contenere l'afflusso di aspiranti immigrati attraverso il Mediterraneo. Per il giordano Zeid Raad al-Hussein, il concreto sostegno accordato da Bruxelles (e dall'Italia che vive in prima linea la cronica emergenza della migrazione verso le proprie coste meridionali) alla Guardia costiera di Tripoli si risolve in «un oltraggio alla coscienza dell'umanità», perché è noto che le condizioni di vita nei centri di detenzione libici sono «terrificanti».

Una denuncia dai toni durissimi che mette automaticamente nel mirino gli sforzi del governo italiano per concordare con le autorità di Tripoli una soluzione alla minaccia di emergenza sociale per l'Italia rappresentata dalla crescita costante dei numeri della migrazione dal Nordafrica gestita dai trafficanti di uomini. E che arriva proprio mentre la Cnn documenta in esclusiva il ritorno dello schiavismo: migranti nigeriani destinati ai lavori agricoli battuti letteralmente all'asta in un video scioccante.

Le immagini trasmesse dall'emittente americana mostrano la vendita di una decina di giovani di pelle nera a prezzi che hanno raggiunto i 1200 dinari libici (circa 800 euro) a personaggi intenzionati a servirsene come schiavi nei campi. In questa vera e propria asta di esseri umani filmata nei pressi di Tripoli, un battitore non si faceva scrupolo di definire (proprio come facevano i mercanti di schiavi in America due secoli fa) i giovani nigeriani «ragazzoni per i lavori agricoli» e «uomini forti adatti a scavare», mentre le mani degli aspiranti acquirenti continuavano ad alzarsi facendo salire le offerte in denaro.

Conclusa l'asta, gli inviati della Cnn sono riusciti ad avvicinare la «merce umana», traumatizzata al punto da non riuscire a parlare. Le immagini dell'ignobile episodio sono state consegnate alle autorità libiche, che hanno promesso un'inchiesta.

«Quanto abbiamo visto accadere in Libia per i rifugiati e per i profughi è assolutamente inaccettabile - ha dichiarato appena informato il presidente dell'europarlamento Antonio Tajani -. Molto probabilmente domani (oggi per chi legge, ndr) sarà presa la decisione ufficiale, una delegazione del Parlamento europeo si recherà in Libia per verificare la situazione».

Da parte sua, una portavoce dell'Ue ha affermato che opinione di Bruxelles è che i centri di detenzione per i migranti in Libia debbano essere chiusi «perché la loro situazione è inaccettabile». Ma al tempo stesso, poiché ritiene che la collaborazione con Tripoli sia necessaria per «salvare vite, proteggere le persone, combattere i trafficanti e creare percorsi legali per arrivare in Europa per chi necessita di protezione internazionale, «l'Ue collabora con l'Onu e sostiene la creazione di procedure standardizzate da parte delle autorità libiche, in modo che i migranti soccorsi dalla Guardia costiera libica vengano fatti sbarcare e portati in centri di accoglienza che rispettino gli standard internazionali. Solleviamo regolarmente questo argomento con le controparti libiche«.

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