Paolo Roversi, Storie

Paolo Roversi, Storie
20 Novembre Nov 2017 22 giorni fa

A Palazzo Reale di Milano, dal 16 novembre al 17 dicembre, la prima monografica dell'artista, organizzata nell’ambito del Photo Vogue Festival

Al giorno d'oggi siamo bombardati da immagini. C'è come una sorta di inquinamento. Si dovrebbe tornare a qualcosa di più puro, di più autentico”. Paolo Roversi, in mostra dal 16 novembre al 17 dicembre al Palazzo Reale di Milano con Storie, la sua prima monografica curata dalla photo editor di Vogue Italia Alessia Glaviano, racconta il complesso e sfaccettato animo delle donne, oggetto privilegiato del suo interesse, le mette a nudo, le depaupera di ogni maschera d'espressione. “Una sorta di abbandono, di assenza. Sembra un'assenza, ma in fondo sono convinto che la bellezza interiore scaturisca proprio da quell'abbandono”, afferma l'artista, maestro delle polaroid. Una bellezza - quella di cui si fa portavoce - poetica, sognante ed emozionante.

Ogni fotografia è una piccola storia”, dice l'artista a proposito del suo lavoro che si muove tra atmosfera onirica e irreale, indagando il sentimento della luce, che esplora i diversi volti del suo lavoro, da quello più intimista a quello più glamour. Roversi, tra i più raffinati della fotografia di moda, racconta le sue storie raggrupate in un percorso che si dipana lungo le nove stanze degli Appartamenti del Principe, dove sono disposte polaroid e stampe che spaziano dagli editoriali di moda ai progetti personali, dialogando con il raffinato ambiente del Palazzo, dando origine ad un’atmosfera da sogno.

La retrospettiva si apre con uno scatto in bianco e nero, sul cui sfondo si stagliano un paio di scarpe abbandonate. Si prosegue poi di stanza in stanza, passando nel suo studio, sfogliando i capitoli di questo suggestivo e delicato racconto narrativo, fatto di immagini. Si susseguono corpi nudi e silenti - immortalati in pose ingenue, maliziose o sorprese -, racconti fiabeschi, giochi di ombre e luci, donne di rosso vestite che emergono dal fondo nero, diventando quasi materiche. E poi i profili di una modella di nome Gemma che gioca con la fotocamera, i ritratti del viso superbo di Rihanna, tutto in un crescendo di poesia e intimismo.

Quando chiudo la porta del mio studio, tutto ciò che è logico e razionale rimane fuori. È il regno del sogno, della bellezza, delle emozioni”, dice l'artista a proposito del suo lavoro e del mondo della fotografia di moda. E proprio questo aspetto ha invogliato Alessia Glaviano, direttrice del Festival, a curare la mostra. E proprio questo aspetto ha di fatto portato Roversi ad essere inserito di diritto tra gli artisti più rappresentativi del Photo Vogue Festival, giunto quest'anno alla seconda edizione. Un modo azzeccato, al di là di mille altre parole, per testimoniare quanto la moda sia tutt'altro che frivola, quanto sappia farsi portavoce non solo di poesia, ma anche di importanti tematiche sociali.

Fulcro della seconda edizione del Photo Vogue Festival - insieme al Palazzo Reale con la personale di Roversi, prodotta da Vogue con il patrocinio del Comune di Milano e il sostegno di Mediolanum Farmaceutici SpA - sarà BASE Milano, dove Vogue organizza due collettive: Fashion & Politics in Vogue Italia che ripercorre la tradizione del magazine come veicolo di «moda come statement» e PhotoVogue/Visions, risultato di uno scouting tra le autocandidature presentate sulla piattaforma fotografica di Vogue.it.

Sempre a BASE Milano, inoltre, sono previsti una serie di talk con esperti del panorama fotografico mondiale, proiezioni e la presenza di rinomati curatori, editori e photo editor a disposizione di alcuni talentuosi fotografi selezionati che avranno la possibilità di sottoporre il proprio portfolio al loro esame.

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