MEDICINA E SALUTE

22 Novembre Nov 2017 22 giorni fa

Maria Sorbi

«Ho la minima troppo bassa». «Soffro di pressione alta». Un attimo, fermi tutti. Quando si parla di pressione arteriosa, non ha senso dire alto o basso in termini assoluti. Le variabili sono tante ma spesso non se ne tiene conto con la giusta attenzione. Fino ad arrivare a spaventarsi (senza motivo) per un valore sballato. E poi si commettono un sacco di errori nella misurazione. Soprattutto gli anziani, tendono a misurarla troppo spesso, quando invece (salvo indicazioni mediche) andrebbe provata una volta alla settimana. O, se non altro, non tutti i giorni.

LE MONTAGNE RUSSE

Quando deve scattare davvero il campanello d'allarme? Quando si nota che i valori della pressione massima cambiano notevolmente, anche di 30-40 millimetri di mercurio, e velocemente. In quel caso gli sbalzi possono essere pericolosi quanto l'ipertensione ed è necessario consultare il medico. Lo dimostra uno studio dei ricercatori dell'Intermountain medical center heart institute di Salt Lake City, negli Stati Uniti. La ricerca ha preso in esame le cartelle cliniche di quasi 11mila persone arruolate nella più grande sperimentazione clinica mai condotta sull'ipertensione. I pazienti sono stati sottoposti alle misurazioni della pressione tra il 2007 e il 2011. In seguito le loro condizioni di salute sono state monitorate per cinque anni. Ed è stato dimostrato che la mortalità è più alta nelle persone che, a distanza di tempo, hanno registrato valori della pressione sistolica molto variabili, con differenze fino a 30-40 mmHg.

Con sbalzi da montagne russe, è più facile che il paziente sia colpito da infarto, ictus, scompenso cardiaco o renale. Ecco, in questi casi ha senso tener sotto stretto controllo la pressione, in una miriade di altri casi invece diventa una sorta di mania inutile. E in ogni caso è sempre meglio farsi misurare i valori in farmacia o dal medico. Se proprio lo si vuole fare a casa, allora vanno seguiti piccoli accorgimenti per non prendersi spaventi inutili.

Innanzitutto la pressione va misurata almeno due volte, a distanza di qualche minuto l'una dall'altra, perché i valori possono cambiare a seconda del momento della giornata e allo stato emozionale. Meglio misurarla al mattino o alla sera, ma sempre nello stesso momento. Inoltre bisogna provarla in condizioni costanti, cioè quando non ci si è appena concessi una sigaretta o un caffè né quando si è mangiato qualcosa che può influenzare i dati. I medici consigliano di procedere con le misurazioni solo dopo aver svuotato la vescica e dopo essere stati sdraiati per qualche minuto.

Se si misura da seduti, i piedi vanno poggiati a terra e il braccio va tenuto all'altezza del cuore. Bisogna considerare sempre, ma non molti lo fanno, che la pressione arteriosa aumenta la sera e nelle prime ore del mattino ma scende durante la notte.

Se la pressione è alta si parla di ipertensione e i valori sono tra 140-159 mmHg di alta e 90-99 mmHg di minima. In quel caso i sintomi si fanno sentire: mal di testa, stanchezza cronica, nausea, palpitazioni, vertigini e, nei casi più acuti, sangue da naso e ronzio nelle orecchie. Le complicazioni serie riguardano invece una potenziale insufficienza cardiaca e un aumento del rischio di un ictus. Se da un lato l'ipertensione è dovuta all'uso di farmaci o alla presenza di qualche problema cardiaco già conclamato, in altri casi sembra avere «vita propria» e non se ne conoscono le origini. Ovviamente l'età e alcuni fattori di rischio (come l'obesità) non migliorano il quadro.

OCCHIO ALLA TAVOLA

Fondamentale è la dieta: a sorpresa i cibi speziati riducono l'ipertensione (o meglio, riducono la voglia di cibi salati), l'aglio contiene una sostanza che fa distendere i muscoli e dilatare i vasi sanguigni, abbassando di conseguenza anche la pressione sanguigna. E poi fanno molto bene le banane, il pesce, il sedano, lo zafferano e le verdure, purché poco condite. Da evitare sale, dolci, alcol.

E poi c'è l'altra faccia dell'ipertensione: l'ipotensione, cioè la pressione bassa, quella a 90/60 mmHg. È un luogo comune quello di dire: «Meglio alta che bassa». In realtà anche la pressione bassa può essere pericolosa se supera certi parametri. È vero, mette al riparo dalle malattie cardiovascolari, ma può provocare svenimenti frequenti, sonnolenza, mal di testa. A causarla possono essere diabete, problemi alla tiroide, infezioni a stadi molto avanzati, reazioni allergiche. Ovviamente può essere provocata anche dall'uso di farmaci come diuretici, beta-bloccanti, antidepressivi triciclici, narcotici. Spesso chi ne soffre ha dei cali forti nella fase della digestione oppure ha qualche problema di scarsa idratazione. Per questo è consigliato mangiare poco e spesso e affidarsi agli alimenti giusti: sali e vitamine non devono mai mancare, così come una barretta di liquirizia in borsa. E poi sono un antidoto anti svenimento fondamentale lo zenzero e i cibi con un buon apporto di ferro, di vitamina C, B12 e acido folico: uova, carne, limone, fragole, ciliegie e verdure come peperoni, lattuga e pomodori. Caffè, guaranà, ginseng e pappa reale sono validi alleati che portano una carica energetica giusta.

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