Tanti i «nonni ri-denti» nelle case di riposo

29 Novembre Nov 2017 15 giorni fa

Il progetto, partito da Pordenone, viene incontro alle esigenze degli anziani ricoverati

Stefania Lolla

Avere un bel sorriso è un diritto di tutti, anche di chi non può, per cause di forza maggiore, andare regolarmente dal dentista. Questa la motivazione che, alcuni anni fa, ha spinto un odontoiatra di Fontanafredda (Pordenone), il dottor Franco Zilli, e la sua assistente, Virginia Sist, a realizzare un progetto di volontariato per l'assistenza e le cure odontoiatriche di base rivolte agli anziani ospiti della Casa di riposo comunale «Casa Serena» di Pordenone.

«L'idea è nata dalla consapevolezza che spesso le persone che vivono in tali strutture hanno situazioni precarie dal punto di vista odontoiatrico ma, per motivi burocratici, non possono lasciare la loro residenza per sottoporsi a visite dentistiche», spiega il dottor Denis Poletto, dentista a Pordenone e segretario culturale dell'Associazione italiana odontoiatri (Aio), che assieme ad altri colleghi dell'Aio collabora al progetto da qualche tempo. «Così, grazie a una convenzione dell'Azienda sanitaria n° 6 di Pordenone, dell'Aio, del Comune e della onlus Banca del Tempo-Tempo Scambio, è nato il progetto Nonni ri-denti».

In un ambulatorio allestito all'interno di «Casa Serena» ogni due settimane (di solito mercoledì o giovedì mattina) vengono effettuate gratuitamente le seguenti prestazioni: prime visite, visite di controllo, igiene del cavo orale e delle protesi rimovibili, estrazioni dentarie e suture, ribasatura e piccole modifiche delle protesi rimovibili, riparazione e aggiunta di denti alle protesi, marcatura delle protesi rimovibili, cementazione di protesi fisse, prelievi bioptici e cure conservative semplici. Allo scorso ottobre erano già state effettuate 1.100 visite e oltre 2.500 prestazioni.

Dal momento dell'inaugurazione dell'ambulatorio, nel 2009, il progetto «Nonni Ri-denti» ne ha fatta di strada: nel 2015 il servizio è stato esteso agli ospiti di un'altra Casa di riposo, la «Umberto I» di Pordenone, per un totale di 400 persone, e sono stati coinvolte anche le associazioni degli odontotecnici (Antlo) che, su indicazione del medico odontoiatra, riparano le protesi sul momento.

«L'ultima interessante novità riguarda l'obbligo di scrivere il nome del paziente sulla dentiera, in modo che non venga più smarrita, come spesso capita in contesti comunitari in cui vivono persone molto anziane - spiega con orgoglio il dottor Poletto -: ciò garantisce loro non solo una migliore qualità di masticazione, ma soprattutto anche una maggior dignità. Tanto che gli odontoiatri hanno pensato di utilizzare questa strategia anche nei loro studi privati, con i loro pazienti».

Ora l'obiettivo è allestire studi odontoiatrici anche all'interno di altre case di riposo in Italia o attrezzare unità mobili itineranti anche a supporto della Protezione civile.

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