McDonald's, era un cliente l'uomo ferito dai magrebini

McDonald's, era un cliente l'uomo ferito dai magrebini
5 Dicembre Dic 2017 10 giorni fa

Fatale l'intervento in difesa di un vigilante attaccato dal gruppo di giovani. «Facce conosciute, li troveremo»

Sempre loro, sempre i soliti. «Li prenderanno di sicuro, sono gli stessi che si appostano in piazza Mercanti, sul retro del McDonald's di piazza Duomo. Le telecamere? Si certo, alla questura interesserà per incriminarli. Quei tizi però ce li ritroviamo qui ogni sera. Italiani, nordafricani. Stanno sempre in gruppo e cominciano a fumare nel tardo pomeriggio. Qui non consumano nulla, o quasi. Saranno pur giovani, ma anche tanto molesti! Non credo la polizia faticherà molto a rintracciarli».

Ore 8.30. Dopo due McCafé, una brioche e un pancake, l'ambiente comincia a riscaldarsi anche per chi sta dietro le casse. E il fatto che fuori ci siano appena 4 gradi importa poco a chi, pur lavorando sodo (la fascia oraria frenetica, tra centinaia di hamburger e chili patatine per fortuna è ancora lontana), può starsene al calduccio. Essere dipendenti di uno dei colossi mondiali della ristorazione in fondo può avere i suoi vantaggi, almeno in certi orari. La clientela, però, non si può scegliere. E quando quella molesta diventa per una qualsiasi ragione pericolosa, l'intervento dei vigilantes deve limitarsi a rimproveri verbali e quindi bisogna chiamare subito «come da regolamento» le forze dell'ordine. Se qualcuno senza divisa si mette in mezzo rischia di pagarne conseguenze, è chiaro. E l'azienda non vuole problemi, visto che si possono evitare.

Per questo al McDonald's di galleria Ciro Fontana - più piani con vista su piazzetta Liberty, nel cuore più cuore della città, tra via San Raffaele e la strada del multisala Odeon, via Santa Radegonda - non sembrano aver molta voglia di parlare dell'operaio albanese di 29 anni che sabato sera ha cercato di dare una mano a uno dei loro addetti alla sicurezza. L'uomo della security, un 32enne che lavora per la Dymo Service, dietro indicazione del responsabile del fast food, stava tentando senza successo di allontanare un gruppetto di giovanissimi italiani e nordafricani che continuavano a dare fastidio ai clienti appena usciti. Era riuscito a mandarli fuori dal locale - dove, come sempre, non avevano consumato niente - ma non ad allontanarli del tutto. E loro, sempre molesti rischiavano di restare davanti all'ingresso principale a scocciare la gente.

Secondo la ricostruzione della polizia l'albanese intervenuto a dar manforte al bodyguard non si è immischiato «a gamba tesa», ma semplicemente «a parole», esattamente come il vigilantes, invitando i giovani ad allontanarsi. Una sorta di buona azione finita male, anche se il poveretto è già stato dimesso dal Policlinico con una prognosi di 28 giorni. I ragazzi, infatti, hanno prima preso a calci e pugni l'addetto alla security, quindi hanno accoltellato alla schiena e buttato a terra l'operaio, lussandogli una spalla e fratturandogli uno zigomo.

Gli investigatori del commissariato Centro cercheranno di identificare i ragazzi attraverso le telecamere all'interno del fast food, sperando che almeno alcuni di loro, che poi si sono dispersi in tutte le direzioni, siano stati ripresi da altri impianti di videosorveglianza, pubblici e privati, nelle strade intorno a piazza Duomo.

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