Fleet & Mobility

6 Dicembre Dic 2017 9 giorni fa

«Tra bufalo e locomotiva/la differenza salta agli occhi/la locomotiva ha la strada segnata/il bufalo può scartare di lato e cadere». Questi versi di De Gregori sono ottimi per parlare di auto a guida autonoma, segnando la marcata differenza con l'auto a guida assistita, anche nella sua forma più evoluta in cui il pilota potrà esimersi dal guardare costantemente la strada (eyes off). L'auto autonoma è invece quella in grado di muoversi da sola, consentendo al pilota di non essere tale o addirittura di non essere a bordo (mind off). Pur essendo due tappe della stessa evoluzione tecnologica, sono separate da una linea essenziale: di chi è il cervello che compie le scelte? Non è un dettaglio, perché il cervello umano si concede facoltà che l'algoritmo non ha: la trasgressione e la scelta contra se ipsum (violando il principio di utilità).

La circolazione del traffico è frutto di un'alternanza tra rispetto e trasgressione delle norme. Misurata e intuitiva finché si vuole, la trasgressione è un elemento essenziale della fluidità. Con le sole norme, il traffico sarebbe ingessato. Noi possiamo trasgredire perché siamo umani e sappiamo farlo, dosando rischi e benefici in modo intuitivo, condividendo con altri umani comportamenti e valutazioni, tanto che più ci allontaniamo dal nostro ambiente culturale, meno trasgressioni ci concediamo. Poi c'è la facoltà di scegliere il male contro il bene. Tra un bambino che sbuca (torto) e un'auto che procede tranquilla nella corsia opposta (ragione), noi non abbiamo dubbi: sterziamo e tamponiamo l'auto, il bimbo è salvo. In questo caso, oltre a trasgredire, abbiamo agito contro il nostro interesse, mettendoci a rischio in un tamponamento frontale.

Di queste e di altre questioni si è parlato a Ferrara, in un bel convegno promosso dall'Aci, che ha mirato a riportare tra noi questo importante quanto problematico avanzamento verso la guida autonoma. «Dobbiamo occuparci, e all'Aci lo facciamo concretamente tutti i giorni, dell'oggi e non solo del futuro ha affermato il presidente Angelo Sticchi Damiani -. Forme di assistenza alla guida non possono essere il privilegio di auto nuove e di alta gamma, ma devono essere rese disponibili anche sulle auto già circolanti, per quelle persone che hanno qualche difficoltà, anche momentanea, a guidare autonomamente». Un saggio avvertimento per chi sta facendo una fuga in avanti, che non è progresso, anzi.

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